Don Paolo Zamengo”Dio moltiplica il pane nelle nostre mani “

XVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)  (25/07/2021)

Vangelo: Gv 6,1-15

Questo è l’inizio: “Gesù passò all’altra riva e lo seguiva una grande folla,  perché vedeva i segni che compiva sugli infermi”.  Ma cosa comprendevano?  Perché lo seguivano? Gesù vuole far rivivere alla folla l’esperienza del popolo, quando Mosè, in nome di Dio, provvedeva alla fame e alla sete nel cammino nel deserto. 

“Gesù salì sul monte e si pose a sedere con i suoi discepoli”.  il monte era il luogo dell’incontro di Mosè con Dio, adesso Gesù condivide questa intimità con i suoi discepoli.  Il racconto sovrabbonda di particolari: “Gesù, alzàti  gli occhi, vide…”. Se Gesù è salito sul monte, avrebbe dovuto abbassare gli occhi per vedere la folla, e invece alza gli occhi:  deve allargare il suo sguardo, guardare in alto per vedere la folla come la guarda Dio Padre.

Filippo dice: “Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?” Il Signore sa che la sua opera ha una logica nuova, radicalmente diversa da quella dell’agire umano. La risposta di Filippo è la nostra risposta,  tutta nella logica del “comprare”, in termini economici: “Duecento denari di pane non sono sufficienti perché ognuno possa riceverne un pezzo”.

Ma è qui che nasce il dinamismo dello stupore evangelico: “C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci”. Lo vediamo questo ragazzo che “tira” per la tunica Andrea e gli mostra la sua merenda. Una merenda da condividere con una folla immensa e affamata. 

Che incanto questa ingenuità dei fanciulli che spiazza la razionalità degli adulti! Dio ha sempre bisogno della beata incoscienza degli adolescenti. Il problema di noi “adulti” è quello di smarrire il sogno, siamo talmente realisti che diventiamo aridi. 

Dio ama il gesto ingenuo e straordinario del ragazzo e sfama la folla. Gesù non realizza una moltiplicazione dei beni materiali, ma dà un “senso” a quei beni: essi sono “sacramento” di gioia e di comunione.

L’evangelista descrive Gesù con tre azioni: “prese… rese grazie.. distribuì” ; tre gesti che, se li incarniamo nella nostra vita, possono fare di ogni vita un Vangelo: accogliere, rendere grazie, donare.  

Il Vangelo non parla di moltiplicazione, ma di distribuzione, racconta di un pane che non finisce. E mentre lo distribuiscono non veniva a mancare, e mentre passava di mano in mano restava in ogni mano.  Ha moltiplicato i pani tra le mani di chi lo distribuiva Colui che moltiplica i semi che germinano sulla terra, tanto che si gettano pochi granelli e si riempiono i granai.

Come avvengono certi miracoli non lo sapremo mai, ma sappiamo che avvengono quando vince non il risultato di calcoli umani ma la legge della generosità e dell’amore. Bisogna entrare nel clima della carità che diventa pietra angolare per la civiltà dell’amore. 

Compassione, condivisione, Eucarestia, è il cammino che Gesù ci indica e che ci porta ad affrontare, con gli altri, i bisogni di questo mondo e ci conduce oltre la logica di questo mondo, perché ci insegna quella che parte dal cuore di  Dio Padre.


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