#PANEQUOTIDIANO, «SE QUALCUNO VUOL VENIRE DIETRO A ME PRENDA LA SUA CROCE E MI SEGUA»

La Liturgia di Domenica 12 Settembre 2021 VANGELO (Mc 8,27-35) COMMENTO:Rev. D. Antoni CAROL i Hostench  (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)



In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli 
risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».
Parola del Signore

«Se qualcuno vuol venire dietro a me prenda la sua croce e mi segua»Rev. D. Antoni CAROL i Hostench (Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)


Oggi, troviamo situazioni simili a quella descritta in questo passaggio. Se in questo momento Dio ci domandasse: «Chi dice la gente che io sia?» (Mc 8,27), dovremmo spiegargli di un mucchio di risposte diverse, anche di alcune proprio pittoresche. Basterebbe con dare un’occhiata a ciò che è in gioco e diffuso nei media più diversi. Solamente che … sono passati più di venti secoli di “tempo della Chiesa”. Dopo tanti anni, e ci doliamo e -con S. Faustina- ci lamentiamo davanti Gesù: «Perché è così piccolo il numero di coloro che ti conoscono».
Gesù, in occasione della confessione di fede fatta da Simon Pietro «impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno» (Mc 8,30). La sua condizione messianica era quella di trasmettere agli ebrei con una pedagogia progressiva. Più tardi sarebbe arrivato il momento culminante nel quale Gesù Cristo dichiarerebbe -una volta per tutte- che Egli era il Messia: «Io sono» (Lc 22,70). Da allora, non ci sono scuse per non dichiarare o riconoscere in lui il Figlio di Dio venuto nel mondo per la nostra salvezza. Inoltre: tutti i battezzati abbiamo il gioioso dovere “sacerdotale” di predicare il Vangelo in tutto il mondo e ad ogni creatura (cfr Mc 16,15). Questa chiamata alla predicazione della Buona Novella è tanto più urgente se si considera che su di Lui ci sono ancora ogni sorta di opinioni errate, anche blasfeme.
Ma l’annuncio della sua messianicità e l’avvento del suo Regno passa attraverso la Croce. Infatti, Gesù «cominciò a insegnar loro che il Figlio dell’uomo doveva molto soffrire» (Marco 8,31), e il Catechismo ci ricorda che «prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio» (n. 769). Ecco, dunque, il modo di seguire Cristo e di farlo conoscere: «Se qualcuno vuol venire dietro a me (…) prenda la sua croce e mi segua» (Mc 8,34).

La voce di un santa di oggi

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Ti ho disegnato sul palmo delle mie mani ( Is 49,16 ).Ogni volta che Dio guarda il palmo della sua mano, io sono là. In momenti di sofferenza, di solitudine, di umiliazione, di fallimento, ricorda che sei nelle mani di Dio.Madre Teresa di Calcutta


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