padre Ezio Lorenzo Bono”UN DIO SOLITUDINE O UN DIO AMORE? (Claudio Pastro)”

Domenica 31 Maggio (SOLENNITA’ – Bianco)
SANTISSIMA TRINITA’ (ANNO A)
Es 34,4-6.8-9   Dn 3,52-56   2Cor 13,11-13   Gv 3,16-18

di padre Ezio Lorenzo🏠home

Quando senti la parola “Trinità”, cosa ti viene in mente? Probabilmente l’immagine di un anziano con la barba lunga, un giovane trentenne e una colomba. È così che la Trinità è stata dipinta per secoli.

Una delle rappresentazioni che più mi ha colpito è quella custodita nel Monastero di Itaici, in Brasile, dell’artista Claudio Pastro, ispirata alla celebre icona del XV secolo del russo Rublev, che raffigura la Trinità come i tre angeli che visitarono Abramo e Sara alle Querce di Mamre annunciando la nascita di Isacco, il figlio della promessa.

La rappresentazione di Pastro però ha qualcosa di straordinario. Se nell’icona di Rublev – e generalmente in molte rappresentazioni della Trinità – i tre personaggi sembrano raccolti in una circolarità chiusa, nella Trinità di Pastro una delle tre figure ti guarda direttamente negli occhi.

Da quello sguardo, il tuo occhio viene condotto verso la seconda figura, che guarda la prima, e poi verso la terza, che guarda invece all’esterno. Le figure non restano chiuse in sé stesse, ma sembrano immerse in un movimento continuo che nello stesso tempo attira verso il centro e spinge verso l’esterno.

Le tre figure divine rappresentano tre giovani uomini uguali, i quali, pur guardando in direzioni diverse, indicano tutti con la mano destra un agnello posto al centro, simbolo di Cristo. Quasi a suggerire che la chiave per comprendere la Trinità è soltanto Cristo: fuori da Lui non è possibile comprendere veramente Dio.

II.

È Gesù, e solo Gesù, che ci rivela la verità di Dio come Trinità.

Nel Vangelo di domenica scorsa, nella Solennità di Pentecoste, abbiamo ascoltato: «Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi… Ricevete lo Spirito Santo».

In altre pagine del Vangelo Gesù ripete la stessa verità: «Chi vede me vede il Padre»; «Io e il Padre vi manderemo lo Spirito Santo»; «Andate e battezzate nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

Nel Vangelo di questa domenica Gesù si definisce l’unigenito Figlio di Dio. Abramo aveva già intuito qualcosa del mistero della Trinità quando si rivolge ai tre visitatori chiamandoli “Signore” al singolare, pur essendo tre. Quello che prima era soltanto intuito, con Cristo diventa rivelato.

Lungo gli anni ho letto pagine bellissime sulla Trinità, e tre libri hanno segnato profondamente la mia fede. Il “De Trinitate” di Sant’Agostino, che descrive la Trinità come l’Amante, l’Amato e l’Amore. “Dio mistero del mondo” di Eberhard Jüngel, che sostiene che Dio si comprende solo a partire da Cristo e dal suo amore crocifisso. Infine “Dio mistero dell’unico” di Angelo Bertuletti, che mostra come il mistero della Trinità riveli non solo chi è Dio, ma anche chi siamo noi: esseri creati per la relazione e per la comunione.

III.
Per concludere.

Riguardando lo splendido murale di Pastro, è sorprendente vedere come l’artista abbia espresso questa verità sulla Trinità già decenni fa. Con la triplicazione del volto di Cristo, Pastro sottolinea l’uguaglianza delle tre persone divine e l’idea che Dio si comprende solo a partire da Cristo, indicato anche dall’agnello posto al centro. Lo stesso Gesù ha detto: «Nessuno va al Padre se non per mezzo di me».

Con la presenza di sole due ali per le tre figure – e non sei, come nell’icona di Rublev – Pastro sottolinea anche l’unità della Trinità: i tre “volano” sempre insieme, sono inseparabili.

E soprattutto, attraverso il dinamismo degli sguardi – la prima figura che guarda me, la seconda che guarda la prima e la terza che guarda verso l’esterno – l’artista ci ricorda che Dio è relazione: relazione dentro se stesso e relazione aperta verso il mondo.

Nella rivelazione della Trinità si manifesta anche la verità sull’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio: l’uguaglianza tra tutti gli esseri umani, l’unità che ci lega gli uni agli altri e l’apertura verso l’altro. È proprio nel mistero della Trinità che si custodisce la novità del cristianesimo.

In una disputa medievale tra un musulmano e un cristiano, il musulmano diceva: «Dio, per noi, è uno. Come potrebbe avere un figlio?». E il cristiano rispondeva: «Dio, per noi, è amore. Come potrebbe essere solo?»

E tu? Credi in un Dio chiuso nella solitudine… o nel Dio di Gesù Cristo, che è comunione e amore?

eziobono.com


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