#PANEQUOTIDIANO, «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua»

La Liturgia di Venerdi 11 Agosto 2017 VANGELO Testo del Vangelo (Mt 16,21-27): Fr. Vimal MSUSAI(Ranchi, Jharkhand, India)

In quel tempo, Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima? Poiché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore


«Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua»Fr. Vimal MSUSAI(Ranchi, Jharkhand, India)

Oggi, consideriamo che vedere Gesù e seguirlo significa avere un’obbedienza matura che ci permette di ascoltare e rispondere. E questo è possibile solo nella persona che è veramente liberata dai desideri infantili dell’ego e dalle passioni: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mt 16,24). Ascoltare e rispondere alla chiamata di Dio nella nostra vita quotidiana significa che possediamo la capacità di dimenticare noi stessi e servire gli altri. Solo l’amore rende possibile un tale rischio (cfr. Eb 5,8-9).

Il saggio Buddha dice che «Per vivere una vita pura e disinteressata, bisogna non considerare nulla come proprio in mezzo all’abbondanza». Un esempio concreto è la vita di famiglia dove i genitori si sono dedicati completamente e generosamente per il bene dei figli, forse anche al punto di dimenticare se stessi. Sceglieranno di farlo affinché i loro figli siano ben preparati per un futuro migliore. Così facendo, la famiglia sarà unita e indivisibile.

Abbiamo innumerevoli modelli ispiratori tra insegnanti, medici, assistenti sociali, persone consacrate e santi. Papa Francesco ci ispira a “vedere” Gesù nella nostra vita quotidiana, perché «anche se la vita di una persona è in una terra piena di spine e erbacce, c’è sempre spazio in cui il buon seme può crescere. Bisogna avere fiducia in Dio!”

Un chicco di grano può diventare vitale solo se cade a terra e muore (cfr. Giovanni 12,24). Questo vale anche per Gesù che, morendo, mostrerà tutto il suo amore dando la sua vita. Quindi, l’esempio del chicco di grano è la vita di Gesù e di ogni discepolo che desidera servirlo, testimoniarlo e avere vita in lui: «chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Mt 16,25). Amen!


Paolo Curtaz

Parola potente, parola inquietante, parola incompresa è quella che illumina la nostra giornata. Gesù chiede ai suoi discepoli di prendere la croce e di seguirlo, di salire con lui sul Golgota, di gettare il cuore oltre l’ostacolo, di amare fino a morire, se necessario. Parola incompresa perché troppo spesso crediamo che Dio manda le croci e le sofferenze, quando Gesù, invece, ci svela che Dio non ama la sofferenza e che, se avesse potuto, avrebbe volentieri evitato la croce. Distinguiamo bene la nostra croce, allora: la croce, spesso, ce la infliggono gli altri o noi stessi e i nostri ragionamenti contorti.


03.09 Vangelo del Giorno Commento Benedizione ☩ Liturgia della Parola