MEDITAZIONE Letture patristiche
Che cos’è l’abito nuziale? Cerchiamolo nelle Sacre Scritture. Si tratta certamente di qualcosa che è caratteristico dei buoni e che non si trova nei cattivi. Cerchiamo dunque ciò che non è comune ai buoni e ai cattivi e scopriremo che cos’è l’abito nuziale. Tra i doni di Dio, qual è dunque quello che non è comune ai buoni e ai cattivi? Siamo uomini e non bestie. È un dono di Dio: ma è comune ai buoni e ai cattivi. La luce che ci rischiara dal cielo, le nubi che fanno scendere la pioggia, le fontane che irrigano la terra, i campi che danno frutti, sono altrettanti doni di Dio: ma anche questi sono comuni ai buoni e ai cattivi. Entriamo nella sala del banchetto di nozze. Lasciamo da parte quelli che non sono venuti, benché siano stati invitati. Consideriamo i convitati, cioè i cristiani. Che cosa troviamo tra di essi? Il battesimo. È certamente un dono di Dio, ma è comune ai buoni e ai cattivi. I buoni e i cattivi ricevono ugualmente il sacramento dell’altare. Saulo, peccatore qual era, persecutore di un uomo giusto e santo che profetizza nel momento stesso in cui lo si perseguita, parla forse solo della fede dei buoni o non dice che anche i cattivi ce l’hanno? La Scrittura ci dice che anche i demoni credono ed è proprio questo che li fa tremare. Dove troveremo, dunque, la veste nuziale? Ho cercato dappertutto, ho esaminato tutto e non l’ho ancora scoperta. Ecco qui l’apostolo, che mi presenta un sacco di cose straordinarie e me le mette davanti. Io gli dico: “Apri e tira fuori tutto, per piacere. Voglio vedere se trovo la veste nuziale”. Ecco che incomincia ad aprirmelo e mi dice: “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli; e se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne; e se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato…” (1Cor 13). Ecco molte cose grandi, ecco molti vestiti preziosi; ma mostrami finalmente l’abito nuziale. Perché, apostolo divino, mi tieni così a lungo sospeso? Sarà il dono della profezia il dono di Dio che non è comune ai buoni e ai cattivi? “Se non avessi la carità, non sono nulla”, ci risponde, e tutto il resto non mi serve a nulla. Ecco finalmente la veste nuziale che cerchiamo. Rivestitevi di questa veste, fortunati convitati, se volete stare con sicurezza al banchetto al quale siete stati chiamati. Non dite che le vostre facoltà non vi permettono di ottenerlo. Per esserne rivestiti non occorre far altro che rivestire i poveri. Ecco l’inverno: offrite abiti a coloro che non ne hanno. Gesù Cristo è bisognoso in loro. Fategli questo servizio ed egli darà la veste nuziale a tutti quelli di voi che non ce l’hanno. Correte dunque da lui, pregatelo con fervore: egli sa santificare i fedeli, egli sa coprire la nudità di quelli che gli appartengono. Fate continuamente opere buone, per avere la veste nuziale e così essa vi liberi dal timore di essere gettati, con le mani e i piedi legati, nelle tenebre esteriori. Altrimenti che cosa sarà di voi? Che cosa potrete fare quando avrete le mani legate? Potrete forse fuggire con i piedi legati? Abbiate, dunque, questa veste nuziale, così importante. Rivestitevene e allora starete tranquilli al banchetto al quale siete stati chiamati. E non avrete timore quando il capofamiglia verrà a vedere quelli che sono seduti a tavola; cioè nel giorno del giudizio. Egli vi dà del tempo; approfittatene. E coloro che non hanno ancora la veste nuziale, si preoccupino di rivestirla.
SANT’AGOSTINO
