Figlie della Chiesa Lectio Pentecoste (Anno B)

Pentecoste (Anno B) – Messa del Giorno  (23/05/2021)

Vangelo: Gv 15,26-27; 16,12-15 

Camminate secondo lo Spirito

Domenica di Pentecoste, domenica del movimento, del dinamismo, della danza. Non può essere un evento statico! È la pienezza della Pasqua, della Risurrezione, che significa Vita eterna.

Vita, vitalità, abbraccio sponsale. Abbraccio del Padre, del Dio Trinità con ogni sua creatura ormai redenta, rimessa in piedi, rialzata alla Vita.

Camminare secondo lo Spirito ci aiuta a giungere alla verità tutta intera. E qual è questa verità? Gesù Cristo! Proprio nello stringerci a Lui e in Lui, nel suo abbraccio, comprenderemo che siamo tutti fratelli, tutti figli dello stesso Padre, tutti redenti dal Signore Gesù, tutti invitati a vivere della gioia del Vangelo: “Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio” (I Lettura). Al soffio dello Spirito le nostre differenze, che pure esistono ed a volte anche ci pesano, divengono diversità riconciliate dall’amore.

Ma andiamo con ordine.

La Colletta e l’antifona di ingresso ci pongono subito davanti alla Pentecoste come mistero da contemplare: il mistero è che lo Spirito pervade tutto l’universo e avvolge di sé ogni creatura umana, ogni cosa ed ogni evento. Per comprendere è necessario aprire il cuore ed interrogarci sui “segni dei tempi”, su quel linguaggio, a volte poco comprensibile ma semplice per quanti hanno un cuore fanciullo, attraverso il quale il Signore parla agli uomini di ogni tempo. Siamo noi capaci di agire così? Interroghiamoci sinceramente. Poiché se lo faremo ci accorgeremo che “l’amore di Dio che è stato effuso nei nostri cuori; per mezzo dello Spirito, ha stabilito in noi la sua dimora” e tutto ci apparirà realizzabile. Anche tendere la mano a colui che riteniamo un acerrimo nemico.

La I Lettura, dagli Atti degli Apostoli, narra l’evento puntuale dell’irruzione dello Spirito, 50 giorni dopo la Pasqua, nel Cenacolo ove i discepoli si erano rinchiusi, timorosi dei Giudei. E questa irruzione inaspettata infonde la gioia e il coraggio della testimonianza in ciascuno di loro, sì che non hanno più paura di uscire allo scoperto e di annunciare Cristo Gesù, risorto per noi, per la nostra salvezza.

Anche qui possiamo domandarci: oggi, nell’ambiente in cui viviamo, siamo capaci di testimoniare la nostra fede? Abbiamo il coraggio di lasciare che lo Spirito susciti in noi parole e azioni che dicono il nostro amore per Gesù? O, meglio ancora, che dicano la nostra certezza del suo amore per noi, qualsiasi cosa stia accadendo?

Non è facile, è vero; sono molte le remore e gli ostacoli da superare … e lo Spirito, pur volendo guidarci alla verità tutta intera, alla vera gioia, non si impone, ci lascia liberi di accogliere o meno i suoi suggerimenti, le sue spinte. Lo Spirito si offre, si propone, attende il nostro assenso alla Sua opera in noi.

Se siamo capaci di acconsentire, di dire momento per momento i nostri piccoli sì, allora fiorisce nel nostro cuore il canto del salmista:

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

La II Lettura, tratta dalla Lettera di san Paolo ai Corinzi, spiega molto chiaramente cosa significhi camminare secondo lo Spirito, lasciarsi guidare dallo Spirito: comporta il coraggio di non sottostare ai desideri della carne, ai nostri impulsi, ai nostri istinti. Se ci lasciamo dominare da essi non vivremo mai nella pace e nella comunione fraterna, non edificheremo il Regno e non potremo avervi accesso. Le opere della carne sono, infatti, le opere del Divisore che Paolo elenca: inimicizie, impurità, invidie, dissensi, fazioni… tutto ciò che ci pone gli uni contro gli altri e ci preclude l’accesso nel Regno del Padre.

Lo Spirito invece, se ci lasciamo condurre docilmente, produce nelle nostre vite un multiforme frutto, profumato di ogni dolcezza: amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; tutto ciò che è necessario ad edificare una società, un mondo riconciliato nella comprensione reciproca e nella fratellanza.

Certo, non è assolutamente un’opera semplice né facile. Richiede un impegno quotidiano ed esigente, richiede di abbracciare o – meglio – lasciarci abbracciare da Gesù Crocifisso e condividere la sua Passione, perché Egli è amante di tutti gli esseri umani e della loro salvezza eterna. “Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò, se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.” Vivere dello Spirito richiede di non girare intorno a noi stessi… allora lo Spirito potrà guidare i nostri passi quotidiani, condurre le nostre vite.

Nella liturgia odierna, prima della proclamazione del Vangelo, la Sequenza illustra molto bene l’operato dello Spirito: non cancella difficoltà o problemi, non annulla fatiche o pianti, ma “nella fatica è riposo, nel pianto conforto”, sostegno per avanzare dritti nella fede anche quando le disgrazie della vita piegano le nostre spalle e bagnano di lacrime copiose le nostre guance. Poiché Lui è il Consolatore perfetto, l’ospite dolce dell’anima, cui possiamo stringerci in ogni difficoltà e necessità.

Nel Vangelo in soli 5 versetti l’evangelista Giovanni ci ricorda che lo Spirito della verità ha il compito di condurci alla verità tutta intera, poiché svelerà ai nostri cuori il mistero del sacrificio di Cristo Gesù per la nostra redenzione (orazione sulle offerte), rivelerà a tutti i popoli il mistero nascosto da secoli, riunirà tutta la famiglia umana nella professione dell’unica fede (Prefazio).

Si aprano perciò le danze! La nostra vita dica a tutti, con il sorriso e la serenità nonostante tutto, che – sì – pur se faticoso, difficile, arduo, consegnarci alla guida sicura di un tale Dono del Padre dona gioia e forza, rinfranca il cuore, spalanca orizzonti infiniti. 

Fonte:https://www.figliedellachiesa.org/