XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
Liturgia della Domenica:Is 50,5-9_Sal 114_Giac 2,14-18_Mc 8,27-35
Oggi Pietro si fa ardito: prende in disparte Gesù per … rimproverarlo. Abbiamo così un rovesciamento di situazione rispetto a domenica scorsa: non è più Gesù che prende in disparte il sordomuto per guarirlo, ma è addirittura Pietro che prende in disparte Gesù. Ma andiamo con ordine. All’inizio vediamo Gesù che, per via , interrogava i discepoli. E anch’io mi sono interrogata: perché Gesù interrogava i discepoli per via?
* Perché “per via”?
La prima risposta che mi viene è che, essendo sempre itineranti, doveva per forza interrogali per via, visto che erano sempre in cammino. Ma c’è anche un’altra risposta: i discepoli di oggi siamo noi e siamo sempre per via, cioè sempre in cammino essendo la stessa vita nostra, un cammino continuo; quindi, pure noi siamo interrogati da Gesù, per via. Quando avremo terminato il cammino terreno, non ci interrogherà più, perché ormai le risposte saranno date, i giochi saranno fatti: nessuna possibilità di ricominciare… Chiediamo dunque la grazia di dare le rispose giuste (e di darle con la vita, non solo a parole) mentre siamo per via, perché finito il cammino di questa vita, non ci saranno più né domande, né risposte e neanche esami di riparazione…
E su cosa li interrogava? Addirittura sulla sua identità: “La gente chi dice che io sia? E voi chi dite che io sia”. Mi sono chiesta guardandomi attorno: l’uomo di oggi cosa dice sul Figlio di Dio e su Dio stesso? Dice che Dio è buono, sapiente, amorevole e via di seguito? Mica sempre! Mi pare, anzi, che il più grande accusato, quello che sale più spesso sul banco degli imputati sia proprio Dio. Classica la domanda “Se Dio è buono, perché esiste il male?” Come dire “ma sarà poi così buono?” La risposta filosofica è che il male è assenza di bene. Non esiste il male di per sé: Dio ha creato solo il bene; il male procede da scelte sbagliate, che l’uomo liberamente fa. Ebbene questa risposta la diede già, nel secolo scorso, indovinate chi?
* L’allievo che interroga il professore
Durante una lezione tenuta agli studenti universitari, un professore ateo dell’Università di Berlino lancia una sfida ai suoi alunni:
“Dio ha creato tutto quello che esiste?”
Uno studente rispose: “Sì certo!”
Il professore rispose: “Se Dio ha creato tutto, ha creato anche il male” .
Tutti ammutolirono. Il professore si vantò di aver provato per l’ennesima volta che la fede era un mito.
Un altro studente alzò la mano e disse: “Professore, il freddo esiste?”.
“Che razza di domanda è questa? Naturalmente, esiste! Hai mai avuto freddo?”.
Il giovane replicò: “Secondo le leggi della fisica, ciò che noi consideriamo freddo è in realtà assenza di calore. Si può misurare il calore ma non il freddo che è appunto zero assoluto”.
Lo studente continuò: “Professore, l’oscurità esiste?”. Il professore rispose: “Naturalmente!”.
Lo studente replicò: “Ancora una volta lei è in errore. L’oscurità è in realtà assenza di luce. Noi possiamo studiare la luce, misurarla, ma non possiamo misurare l’oscurità.
Finalmente il giovane chiese al professore: “Professore, Dio ha creato il male?”.
* Professore bocciato
A questo punto, titubante, il professore rispose, “Naturalmente, come ti ho già spiegato”.
Ma lo studente replicò “Il male è l’assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che accade quando l’uomo non ha l’amore di Dio E´ come il freddo che si manifesta quando non c´è calore o l´oscurità che arriva quando non c´è luce”.
Il giovane fu applaudito da tutti e il professore, scuotendo la testa, rimase in silenzio.
Il rettore dell’Università si complimentò con il giovane studente e gli domandò: “Qual è il tuo nome?”.
“Mi chiamo Albert Einstein, signore!”.
WILMA CHASSEUR
Fonte:http://www.incamminocongesu.org/
