fra Damiano Angelucci”Graziati e liberi di amare”

XXVII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)  (06/10/2024)Gen 2,18-24,Sal 127,Eb 2,9-11,Mc 10,2-16

Il Signore nella creazione fece dell’essere umano una coppia, un maschio e una femmina e poi chiese loro di unirsi e di essere uno. Da una unità crea una coppia e poi chiede loro di essere un’unità. La comunione è un dono, la comunione non può essere imposta, altrimenti sarebbe sottomissione. Questo esige però un cuore disponibile, aperto all’accoglienza del “tu”, un cuore da bambino, come tante volte raccomandato da Gesù. “a chi è come loro appartiene il regno di Dio” (Mt 19,14).
E l’uomo che da subito non si è fidato di Dio, ha perso questa capacità ricettiva, questa capacità di accogliere la paternità di Dio, e di conseguenza il fratello, e i rapporti sono degenerati, sono divenuti conflittuali, competitivi, e il cuore dell’uomo è diventato sempre più duro.
Per questo Mosè permise all’uomo di dare un atto di ripudio alla propria sposa, perché una simile unione, nella condivisione di una vita intera richiedeva un cuore nuovo, uno spirito nuovo; richiedeva un trapianto di anima come profetizzato da Ezechiele al capitolo 36 del suo omonimo libro: “vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. ” (Ez 36,26-27).  E questo si è realizzato solo con Gesù nel dono del Santo Spirito nel giorno della Pentecoste. Ora, parlare dell’indissolubilità del matrimonio cristiano può sembrare come sparare sulla Croce rossa, ma la grazia dell’unità, della congiunzione delle vite che Cristo rende possibile all’uomo e alla donna nel sacramento delle nozze non potrà mai essere un atto automatico, così come il Battesimo non genera automaticamente la fede. Se la Grazia è, come dice la parola stessa, gratuita, resterà sempre un dono libero che necessiterà di essere custodito e coltivato, giorno per giorno, nella libertà dei figli di Dio.

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