fra Damiano Angelucci “Nulla è impossibile a Dio… ammesso che (come ha fatto Maria) ci crediamo”

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria  (08/12/2024) Liturgia: Gn 3, 9-15.20; Sal 97; Ef 1, 3-6.11-12; Lc 1, 26-38

Celebriamo oggi la solenne memoria del concepimento di Maria, collocata simbolicamente, tale ricorrenza, 9 mesi prima della festa liturgica della nascita di Maria – 8 settembre, appunto. Motivo di tale festosa memoria è che secondo la bimillenaria tradizione cristiana Maria, fin dal suo concepimento non è stata toccata dalle conseguenze del peccato originale, come invece è avvenuto per tutto il resto dell’umanità. Ho detto appositamente “secondo la bimillenaria tradizione cristiana” perché questo dogma della nostra fede, l’Immacolata concezione di Maria, proclamato dall’ultimo papa marchigiano Pio IX nel 1854, non è esplicitamente affermato nella Bibbia, ma è stato ininterrottamente creduto dal popolo di Dio come tramandato dagli apostoli e loro successori.
Fra parentesi, è la stessa cosa che è avvenuta per il dogma della Assunzione di Maria in anima e corpo in Cielo, che celebriamo il 15 agosto. Anch’esso fu proclamato relativamente di recente (nel 1950 da Pio XII) in base a quanto riconosciuto dalla sacra tradizione della Chiesa, seppur non esplicitamente affermato nella Scrittura; e questo proprio perché “la sacra tradizione e la sacra Scrittura costituiscono l’unico sacro deposito della parola di Dio affidato alla Chiesa”. (Dei Verbum 10)
Infatti nel vangelo odierno che, in via del tutto straordinaria, sostituisce quello della II domenica di Avvento, leggiamo l’episodio dell’Annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria. Nel suo disegno di misericordia Dio Padre ha protetto la Vergine Maria da ogni conseguenza del peccato d’origine per fare di lei la degna dimora, il degno grembo, del suo divin figlio: Gesù.
Siamo dunque sospesi tra queste due luci: la luce umana della fede di Maria che dicendo “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (1,38) ha reso possibile l’incarnazione del figlio di Dio, e la luce divina della misericordia, della grazia, sgorgata dal cuore di Cristo Gesù che ha reso possibile, in modo per così dire ‘retro-attivo’, che una creatura potesse essere totalmente alleggerita da ogni peso, da ogni macchia (Immacolata, appunto) del peccato umano; tutto ciò in vista dello straordinario compito di essere la madre del salvatore.
Detto questo: potrebbe venirci il dubbio che anche nella nostra vita il Signore voglia fare qualcosa di bello tramite la nostra fede, tramite il nostro ‘Si’ alla sua parola? Non possiamo soffermarci a pensare, e a provare a capire, perché il Signore abbia deciso di aver bisogno della collaborazione dell’uomo alla sua opera di salvezza; mi sembra però che sarebbe bello pensare – soprattutto in prossimità della celebrazione del Natale di Gesù – a quante cose belle e a quanta vita nuova il Signore potrebbe far germogliare nel nostro cuore e in quello di chi ci è vicino, se accogliessimo con fede la parola di Dio.

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