Domenica 6 Aprile (DOMENICA – Viola)
V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO C)
Is 43,16-21 Sal 125 Fil 3,8-14 Gv 8,1-11
Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo.
Mahatma Gandhi
Perdonare è umano? Come cristiani ci ritroviamo spesso a parlare di perdono, a pensarci, a meditarne, eppure, quando ci ritroviamo nella situazione di doverlo praticare, possiamo scoprire il suo nucleo duro e faticoso: perdonare è scandaloso, è controintuitivo, è forse persino ingiusto. Perdonare: perché? Se il perdono è un atto così complesso, possiamo continuare a dire che è “umano”? Perdonare è “dis-umano”?
Il Vangelo oggi ci offre una fra le icone bibliche più belle e note del perdono. È una situazione concreta nella quale noi, insieme a scribi e farisei, veniamo posti di fronte al fatto che il perdono è questione di vita o di morte. Il perdono concesso permette di continuare a vivere, quello negato implica morire. La donna adultera è sicuramente colpevole, ciò che ha compiuto è sicuramente ingiusto; ciò detto, nella “cornice” estrema del momento è in gioco la sua vita, non un giudizio di approvazione o condanna.
Gesù in questa situazione è sfidato. Scribi e farisei sanno già cosa Gesù pensa e qual è il suo criterio di condotta. Piuttosto, vogliono verificare fino a che punto il Maestro è disposto a mettersi in gioco, a correre il rischio di morire per gli altri. A un certo punto l’amore deve lasciare il posto alla legge, pensano in fondo al loro cuore. Gesù va stanato. Come reagisce il Signore? Gesù nel Tempio rimane in silenzio, non decide, ma lascia decidere, fornendo un criterio: «Chi è senza peccato, scagli la prima pietra». Il criterio che il Signore fornisce è un esercizio di memoria: “Nella tua vita quante volte gli sbagli che hai commesso avrebbero potuto ‘ucciderti’? Eppure hai continuato a vivere perché ti è stata data un’altra possibilità. La tua vita è priva di bivi tra la vita che ti è stata data ancora una volta e la morte evitata?”.
Gesù chiede in fondo solo di ricordare. E ricordando le pietre cadono di mano. Perché perdonare forse è un atto “dis-umano”, ma è certamente l’atto divino che permette di continuare a vivere.
Fonte:https://getupandwalk.gesuiti.it/
