Domenica 13 Aprile (DOMENICA – Rosso)
DOMENICA DELLE PALME (ANNO C)
Is 50,4-7 Sal 21 Fil 2,6-11 Lc 22,14-23,56
Il racconto della passione secondo Luca è una rilettura degli eventi storici degli ultimi giorni di Gesù, profeta della Galilea, compiuta alla luce dell’incontro con il risorto. In essa compaiono elementi propri della sensibilità di Luca e della sua comunità.
Un primo tratto caro a Luca è l’indicazione della via: la via della croce percorsa da Gesù fino a Gerusalemme è la medesima via che anche il discepolo è chiamato a percorrere nel seguire Gesù come profeta: Gesù è il ‘grande testimone’. Sulla via verso il luogo della crocifissione compare Simone di Cirene che prende la croce di Gesù e la porta dietro a lui (23,26). E’ una sottolineatura su ciò che significa ‘seguire Gesù’: la via del discepolo si attua nella quotidianità, nell’oggi: ‘Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua’ (9,23). La croce quale luogo di manifestazione del persone e dell’amore si collega all’intera via percorsa da Gesù quale dono e bella notizia per i poveri.
Anche nel quadro della passione Luca insiste particolarmente sulle caratteristiche di mitezza e di fedeltà. Gesù rifiuta di reagire con violenza all’ingiustizia che sempre più aumenta. Gesù è presentato con i tratti del ‘servo di Jahwè’ perseguitato ingiustamente: fino alla fine mantiene la solidarietà con tutti, vivendo il perdono nel momento estremo (23,34). Nella sua vita come medico e guaritore, e nella passione Gesù comunica la misericordia del Padre. Così con il suo sguardo rinvia Pietro a ‘ricordare le parole’ dette (22,54-61): ed apre un futuro di perdono dando coraggio.
L’intera narrazione è situata nel contesto della Pasqua (22,1.7). L’avvicinarsi della festa di Pasqua non è solo un aspetto temporale cronologico, ma aiuta a cogliere il senso di quanto accade: l’agnello era al centro della celebrazione ebraica di Pesah, e Luca riprende tale riferimento. Pasqua era inoltre festa memoriale di liberazione e di alleanza rinvio all’esperienza del passaggio dalla schiavitù alla libertà (cfr. 22,15-20).
Anche il complotto per uccidere Gesù è letto con sguardo teologico: ad un primo livello certamente c’è il convergere e l’accordarsi del potere religioso e di quello politico per eliminare Gesù. E’ un accordo che approfitta di un tradimento e di una serie di consegne (22,4). Ad un livello più profondo però Luca vede la passione di Gesù come il suo libero consegnarsi nelle mani degli uomini e il suo rimettersi nelle mani del Padre proprio nel momento della morte: ‘questo è il mio corpo dato per voi’ (22,19), ‘Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito’ (23,46).
Nei fatti dell’arresto, e nel suo comparire davanti al sinedrio, a Erode e a Pilato, Luca legge l’attuarsi di un grande scontro tra Gesù e le forze del male; è ritorno di ‘colui che separa’ nel tempo fissato per lo scontro definitivo (cfr. 4,11). E’ la lotta che attraversa l’intera esistenza di Gesù, mandato per rimettere in libertà gli oppressi e per inaugurare un tempo di liberazione da ogni male (cfr. 4,18-19).
Davanti al sinedrio le accuse a Gesù sono di tipo religioso e qui compare il titolo attribuitogli di ‘Figlio dell’uomo’. Davanti ai capi del sinedrio Gesù si presenta con i tratti del Messia e del testimone fedele alla sua missione: si sta compiendo quella ‘salita’ che connota il viaggio di Gesù verso Gerusalemme: ‘da questo momento sarà innalzato il figlio dell’uomo…’ (22,69).
Nell’interrogatorio davanti a Pilato la questione riguarda la pretesa di Gesù di essere re: l’entrata di Gesù a Gerusalemme era stata presentata come un corteo regale (19,20-40). Era stato infatti salutato: ‘benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore! Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli’ (19,40).
Di fronte alla domanda di Pilato Gesù risponde con il silenzio e prende così le distanze: il suo essere re è diverso dal potere che lo accusa. E il silenzio medesimo si ripeterà di fronte a Erode. Gesù è re che non salva se stesso ma che offre la sua vita: nella crocifissione si compie quell’ ‘oggi’ di salvezza: ‘Oggi sarai con me in paradiso’ (23,43)… ‘Oggi la salvezza è entrata in questa casa’ (19,9) …‘Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato…’ (4,21).
‘Stare nelle cose del Padre ‘ (2,49) è la prima parola posta in bocca a Gesù nel vangelo ed è anche l’ultima prima della morte: parla dell’abbandono fiducioso al padre di misericordia che Gesù aveva raccontato nelle parabole (Lc 15). Sulla croce Luca vede Gesù con il profilo del giusto che dà salvezza, non cerca di salvare se stesso, ma offre vita per tutti. Il crocifisso sarà indicato come ‘il Vivente’ alle donne al sepolcro nel mattino del primo giorno dopo il sabato (24,5; cfr 24,23).
Ma di fronte alla morte di Gesù tutti i personaggi che Luca presenta stanno pensosi, osservando (23,35) e per tutti c’è possibilità di una storia nuova di fronte a lui: è questa l’attitudine richiesta anche a noi in questi giorni verso la Pasqua.
Alessandro Cortesi op
Fonte:https://alessandrocortesi2012.wordpress.com/
