fra Damiano Angelucci “Scomparso ma non assente”

Domenica 1 Giugno (SOLENNITA’ – Bianco)
ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO C)
At 1,1-11   Sal 46   Eb 9,24-28;10,19-23  Lc 24,46-53

‘Poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio’: Il vangelo di Luca si chiude con delle parole che descrivono la gioia della comunità apostolica, nonostante la scomparsa dai loro occhi del loro maestro Gesù. I quaranta giorni in cui lo hanno visto risorto, che nella narrazione di Luca sembrano essere in realtà un unico giorno, hanno confermato nel loro cuore che Gesù era veramente risorto, accreditando così la pretesa di questo di essere il Figlio di Dio, l’unico in grado di sconfiggere la morte, e quindi di essere il salvatore degli uomini.
Questo tempo pasquale, e le varie liturgie che la Chiesa ha celebrato, dovrebbero aver rafforzato anche nei cristiani di oggi la certezza che tutto ciò sia veramente avvenuto nella persona di Gesù.
Eppure l’evento dell’Ascensione aggiunge un dettaglio importante: se con le sue apparizioni dopo la morte, il Cristo manifesta la sua gloria in un contesto umano, con l’Ascensione la sua gloria assume una pienezza anche divina, ed è in tale pienezza e da tale pienezza che egli può rivestire di potenza dall’Alto i suoi discepoli, donando lo Spirito Santo; ma di questo parleremo domenica prossima, solennità di Pentecoste.
 In definitiva con l’incarnazione il Figlio di Dio è entrato nell’umanità; ora con l’Ascensione è l’umanità (quella di Cristo anzitutto) che entra nel cuore di Dio. Nulla di umano è più estraneo a Dio. Abbiamo la certezza che non ci sia più nemmeno un minimo palpito del cuore di un qualsiasi uomo di una qualsiasi epoca che sfugga alla conoscenza, per esperienza diretta, di Dio stesso.

Fonte:https://fradamiano.blogspot.com/