Martedì 6 Gennaio (SOLENNITA’ – Bianco)
EPIFANIA DEL SIGNORE
Is 60,1-6 Sal 71 Ef 3,2-3.5-6 Mt 2,1-12
Di Diego Mattei SJ🏠home
La speranza è quella cosa piumata
che si posa sull’anima
canta melodie senza parole
e non smette mai.
Emily Dickinson
Gesù nasce e il mondo si raccoglie intorno alla sua culla. Nei quadri che lungo la storia dell’arte hanno rappresentato questo momento i pittori hanno spesso rappresentato i Magi con i tratti e le fattezze di popoli distanti e diversi tra loro. L’intuizione artistica dà forma alla verità spirituale: la nascita del Signore Gesù è un evento che tocca, riguarda e coinvolge tutta la Terra e la vita che su di essa “lotta, soffre e spera”.
Il cuore indurito di Erode, uomo di potere, teme e trema, si ripiega su di sé. Dietro il volto del re nabateo oggi noi possiamo intravedere tutte le dinamiche di manipolazione, egoismo e sfruttamento che sono presenti nel nostro mondo. È la liturgia del potere che si fa forte dentro i palazzi e le sale illuminate a giorno, ma non sa capire ciò che avviene al di fuori delle mura che la difendono.
Un bambino nasce, viene deposto in una mangiatoia e i potenti tremano. La rivelazione del Salvatore è motivo di speranza per ogni ferita, ingiustizia e violenza che nel mondo avvengono perché Dio nel bambino Gesù ha scelto di nascere nelle periferie, nei luoghi marginali e dimenticati.
Il Natale non è l’evento instagrammabile dei festoni e dei pacchi colorati dei nostri social network, ma è la più potente rivoluzione della Storia: è lo sguardo del Magnificat, delle Beatitudini e del Risorto, che rovescia i nostri parametri di valore e indica ciò che porta vita nelle nostre esistenze, perché «in Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini».
Rifletto sulle domande
Chi sono secondo te nel nostro mondo i magi che viaggiano, faticano e si spendono per rendere onore alla Vita?
Quali sono le grandi periferie che oggi vengono ignorate? E quelle trascurate presenti nella tua quotidianità?
Qual è il segno di speranza che il Natale di Gesù Cristo quest’anno porta nella tua vita?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi…
Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera.




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