Domenica 18 Gennaio (DOMENICA – Verde)
II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Is 49,3.5-6 Salmo 39 1Cor 1,1-3 Gv 1,29-34
Di don Marco Pozza🏠home
Il Battista, per com’era lui, era un gigante. Una di quelle persone che, dopo una vita a preparare la strada al Messia, si era fatto così credibile per la gente che, più di qualche volta, il sospetto era che fosse proprio lui il Messia del quale parlava. Sguardo arroventato, parola vibrante, cuore infiammato, assenza totale di compromessi: bastava poco, certe giornate, per coltivare il dubbio che invece d’attendere bastasse toccarlo. In quei giorni – giorni a rischio della tentazione di pensarsi Dio – ci pensava lui stesso a rimettere in bolla le misure: “Non sono io, verrà Lui: io, al confronto, sono poco più di nulla. Io una fiammella, Lui «l’Amore che move il sole e l’altre stelle» (D. Alighieri)”. Fu lui a dire di non essere Colui che tutti pensavano ormai fosse. La gente lo cercava come una cerva anela ai corsi d’acqua, si abbeveravano a migliaia alla sua fonte, soltanto lui riusciva a tenere in pausa la cesoia della disperazione che, da più parti, tentava di mettere a ferro e fuoco il mondo. Fu così per giorni e giorni, ci furono annate di attesa e di inseguimenti, di segnali, avvistamenti: se ci fu gloria in tutto ciò, fu la gloria di chi, seppure stanco, mai s’arrese al fatto che, alla fine, quando meno te l’aspetti giungerà improvvisa la speranza che sembrava perduta. Con poche parole, scarne e malferme, riuscì nell’intento di mantenere acceso il motore di storie in attesa: “Investite in ciò che vi fa stare bene, gente. Il resto, se potete, evitatelo con classe” era il mantra con il quale si rivolgeva alla sua gente. Fu così che, in quel tempo, ci fu chi stette, chi si stancò di stare, chi resistette alla tentazione di mollare tutto. Chi ti fa stare bene lo senti subito: come l’odore del caffè prima di berlo, il profumo del pane prima di morsicarlo. Quando qualcuno si allontanava: “Giusto o sbagliato non esiste – era diceva – Esiste ciò che ci fa stare bene”.
Che il suo sguardo avesse un qualcosa di speciale, anche Erode La Volpe lo sapeva bene e ne rimase ustionato. Quel giorno, però, – «il giorno dopo» del Vangelo – il suo sguardo brillò come mai prima d’allora: fu come se l’intera luce del sole avesse allagato tutta la circonferenza dei suoi occhi. Con gli occhi fissi su di lui, chi l’ascoltava non ne afferrò al volo il motivo: troppa la concentrazione che sapeva fare sbocciare perchè un solo spettatore rischiasse di distrarsi un attimo. Fu lui, onestissimo anche quel giorno, a prendere di petto i loro occhi e, con il semplice ausilio d’un dito, ricalcolarne la direzione: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo. Egli è Colui del quale ho detto». Poteva tenere a sé gli uomini come un influencer fa con i suoi follower, avrebbe potuto tenere la telecamera del suo sguardo rivolta verso di lui, tenere nascosto il passaggio di quell’Uomo che, tanto, i discepoli manco avevano riconosciuto. (Invece) Non lo fece perchè lui era nato per indicare non per legare; era venuto al mondo per fare luce e non per farsi luce; era vissuto come era vissuto perchè sapeva che, prima o poi, alla sue parole il Cielo avrebbe reso la giusta dimostrazione.
Nell’album dei Vangeli, Giovanni resta imprigionato nel dito che addita al Cristo in transito: non è il dito di chi giudica, tanto meno il dito di emette una condanna. E’ il dito puntato del profeta che, invece che accarezzare un display, ritrova un coraggio che non è da tutti: aiutare la gente a staccarsi da Lui per agganciarsi al meglio che c’è in circolazione. Stava benissimo con se stesso Giovanni, non aveva alcuna necessità di veder aumentare i suoi seguaci: a lui, da sempre, interessava che la gente non si stancasse di credere che, prima o poi, la speranza avrebbe mostrato il suo volto, offerto la pace. Quando, magari, il cuore degli amici era in subbuglio, un’iniezione di fiducia: “E’ il dovere di stare meglio a non farci star bene” amici. Non illuse mai nessuno, da Erode all’ultimo della fila: preparare i cuori a Gesù, costi quel che costi, fu per lui l’unico modo di amare chi incontrava. Fu così che, dopo aver fatto spazio nei cuori, non si sentì mai così grande come il giorno in cui gli amici, ascoltando lui, seguirono Cristo.



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