Domenica 25 Gennaio (DOMENICA – Verde)
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO o della Parola di Dio (ANNO A)
Is 8,23-9,3 Sal 26 1Cor 1,10-13.17 Mt 4,12-23
Di fra Damiano Angelucci
Nelle liturgie del Natale abbiamo ascoltato più volte nel Prologo del Vangelo di Giovanni questa frase: “La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.”, riferita ovviamente a Gesù, luce del mondo, che non è stato riconosciuto dai suoi.
Il Vangelo di oggi ci racconta i contorni storici dell’entrata nel mondo di questa luce divina che ha assunto la concretezza di una natura e di un volto umani: Cristo Gesù. Proprio lui – ci racconta l’evangelista – dopo l’infanzia e la giovinezza di Nazaret, è andato a installarsi in un villaggio della Galilea, Cafarnao, in una zona caratterizzata dalla presenza di una notevole varietà di etnie (Galilea delle genti!) e qui “Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta”. Ma, attenzione, non si tratta più della stella cometa. Non è più necessaria. La stella serviva a guidare verso il sole, ma ora la profezia di Zaccaria, padre del Battista si è avverata: “…verrà visitarci dall’alto un sole che sorge”. Gesù è il sole inestinguibile della nostra umanità, per cui non ci sarà più notte se non per chi sceglierà di nascondersi al suo splendore, e non ci sarà più ombra di morte se non per chi resterà chiuso al suo soffio vitale.
“Il regno dei cieli è vicino” questo proclama Gesù. E continua a farsi vicino ogni giorno tramite la prossimità degli uomini che Gesù ha chiamato, e che continua a chiamare ai nostri giorni. La luce di Dio che libera dalle tenebre e dall’ombra di morte, passa necessariamente di mano in mano, come una fiaccola olimpica che prima o poi giungerà a destinazione per illuminare lo stadio intero. Il Signore chiama anche noi a trasmettere vita, a trasmettere gioia, ad essere fecondi. Egli continua a dirci “Voi siete la luce del mondo, non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa” (Mt 5,14). In fondo non dobbiamo inventare noi qualcosa di nuovo, ma casomai liberarci dagli ostacoli che eclissano, per noi e per gli altri, la Luce di Cristo Signore e salvatore.




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