don Marco Pozza”Corso di igiene interiore”

Domenica 15 Febbraio (DOMENICA – Verde)
VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Sir 15,16-21   Sal 118   1Cor 2,6-10   Mt 5,17-37

di don Marco Pozza🏠home

Non esiste, nella storia umana, attacco frontale più dannoso di questo. Non esiste, che il mondo conosca, una dichiarazione d’intenti e di guerra più esplicita di questa: «(Il mondo dice) Ma io vi dico». Cristo iniziò a scatenare guerra al mondo dalla collina delle Beatitudini – «Beati voi!» – poi, perchè fosse tutto chiaro, come un monaco certosino cesellò i piccoli particolari, quelli che faranno grandi le azioni: “E’ dal cuore, come dalla sorgente, che nasce l’acqua sorgiva. Oppure l’acqua di palude, amici” lasciò sottintendere. Parole, le sue, che ancora oggi inchiodano alla domanda d’allora: “Se le cose stanno così, chi potrà dire di avere vissuto senza restare invischiato nel lacciòlo anche solo d’un peccatuccio?” Già il fatto, come suggerirà altrove, di non rispondere al male col male pare uno sforzo che fiacca una fibra tosta, un mezzo insulto al buon senso. Andare ancora oltre – non solo non rispondere al male con il male ma addirittura amare il nemico – sembra una teoria così abbastanza malsana ch’è meglio cestinarla all’inizio. Cristo, invece, quando il vento è contrario accelera, quando c’è nebbia sorpassa, quando il mondo predica una falsa prudenza mostra di infischiarsene alla grande.

Promettendo che tutto passerà ma le sue parole no.

Non che il mondo sia brutto e cattivo: è pur sempre l’unico spazio dentro il quale sarà possibile sperimentare la presenza di Dio. È che il mondo, perchè la sua clientela aumenti, si è specializzato nel compromesso: un compromesso tra ciò che è istinto e ciò che appartiene alla ragione. Il che, pensate, non sarebbe poca cosa quando la rabbia acceca anche la ragione e l’odio mette a repentaglio anche un semplice buon senso. Non disprezza nulla di ciò che trova, non è di uno di quei parroci che disprezza il predecessore, uno di quei maestri della scuola secondaria che valuta tempo perso il lavoro dei maestri della scuola primaria. Semplicemente: «Voi avete udito (…) ma io vi dico». Che è l’esatto contrario del dispregiare tutto ciò ch’è stato fatto e insegnato: è essere così onesti col pubblico (non) pagante avvisando che tutto quello – che sembrava una faticaccia – è solo il “sei meno meno” della vita cristiana. E’sempre meglio di niente, chiaro, ma non basta per volare in alto. Le conseguenze sono così nette d’apparire deleterie per il mondo: non soltanto portarsi sotto le coperte una donna altrui sarà peccato, ma il semplice desiderare una donna altrui. Lo sarà ancora più del primo. D’altronde è faccenda di natura che se un ramo è infetto dalla parassitaria, lo si taglierà e i rimanenti saranno salvati ma se una radice è marcia tutto l’albero sarà a rischio d’infiltrazione del marciume. Che poi, solo se il mondo ragionasse, Cristo dice cose così ovvie che l’uomo puro non potrà che dargli ragione: non è male soltanto fare una determinata cosa, ma anche il solo pensarla. Iniziò con l’adulterio perchè sapeva ch’era un tema che “tirava”, il solo tema che, solo a citarlo, si drizza l’orecchio. Ne approfitta, dunque: siccome con l’amore non ci si prende solo il corpo ma anche l’anima di una persona, stanchi del corpo non ci si potrà scordare che si è responsabili anche dell’anima. Che, alla lunga, vale più del brivido del corpo.

E via così, ribadendo il (quasi) ovvio. Che ci si amputi una gamba, uno dei piedi, un orecchio, qualche dito per salvare il corpo dalla cancrena lo si vede in tutti gli ospedali: “Perchè dovrebbe valere solo per il corpo destinato ad andare sotto terra e non valere per l’anima destinata a vivere in eterno?” prova a far ragionare. Il mondo cercherà in ogni modo di condonare il peccato: “Dipende dalle ghiandole, dalla discoteca, dalla situazione economica mondiale. Dipende dal fatto ch’è in atto una caduta dei costumi”. Cristo mette al bando le ciance: «Ma io vi dico: Se la tua mano destra è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te». E’ meglio, secondo il Cristo, che sia gettata via una mano piuttosto che l’anima intera vada a perdersi. “Cose ovvie!” insiste il mondo: così ovvie che il mondo, nell’intento di mostrarsi intelligente, le bolla come faccende sorpassate. Cristo, nel frattempo, tira dritto mentre il mondo, ammazzandolo, farà capire che è rovinoso uno così per l’incolumità stessa del male. Andando contro-mano al male, il male sentirà d’essere a rischio. E screditerà chi gli andrà contro dicendo ch’è matto da legare. Da inchiodare.


Lascia un commento