Domenica 22 Febbraio (DOMENICA – Viola)
I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)
Gen 2,7-9; 3,1-7 Sal 50 Rm 5,12-19 Mt 4,1-11
di Don Paolo Zamengo
Il vangelo delle tentazioni dà inizio alla quaresima e sappiamo che sarà un cammino di ritorno verso il Signore. Protagonista con Gesù è il diavolo, il tentatore, descritto come colui che ha come unico obiettivo quello di depistarci e di allontanarci da Dio. L’episodio delle tentazioni nel deserto è legato al racconto del peccato dell’uomo e della donna nel giardino dell’Eden e ci ricorda che tutta la nostra vita sarà una lotta contro la tentazione fondamentale che è quella di credere di poter fare a meno di Dio nella illusione di realizzarci da soli: “Sarete come Dio”, dice il serpente. Parole perfino ironiche perché gli uomini sono già come Dio, creati a sua immagine e somiglianza (Gen 1, 26). Le tentazioni hanno il deserto come sfondo, luogo di solitudine e di silenzio ma anche di morte e di privazione dal quale siamo tutti tentati di fuggire. Nel deserto Israele sente continuamente il desiderio di tornare indietro, in Egitto, ma proprio nel deserto Dio si fa incontrare da Israele. Siamo chiamati anche noi a questo incontro se non vogliamo perderci del tutto in altri deserti mortali. Nel racconto della Genesi abbiamo letto che l’albero della conoscenza del bene e del male, posto nel giardino, era “buono da mangiare, gradevole agli occhi, desiderabile per acquistare saggezza”. Queste tre caratteristiche corrispondono ognuna alle tre tentazioni di Gesù: fa’ che queste piete diventino pane; gettati giù dal pinnacolo del tempio così gli angeli ti salveranno; inginocchiati davanti a me e ogni potere della terra sarà tuo. La prima tentazione riguarda il nostro rapporto con le cose. Il diavolo invita Gesù a trasformare le pietre in pane: che Gesù possa finalmente riempirsi lo stomaco di un cibo concreto, dopo il lungo digiuno. È la tentazione di possedere, di avere e volere a tutti i costi qualcosa, è l’inseguimento della sazietà, del denaro, del possesso. Di fatto possedere è quasi sempre alla base dei conflitti tra gli uomini. Gesù invece predica la povertà per un corretto rapporto con le cose ed esalta la condivisione di ciò che si ha. Le beatitudini iniziano così: “Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli”. Gesù dà il primato alla parola di Dio: “Non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Di solo pane l’uomo muore. La seconda tentazione tocca il rapporto con se stessi. L’albero appare bello. Il diavolo invita Gesù a mettersi in mostra perché gli angeli lo salveranno. Tentazione sottile e potente: credersi di essere qualcuno di importante, di essere il centro dell’universo. Il diavolo sa usare anche la Bibbia, piegandola però alla sua volontà malvagia. Gesù fa un cammino opposto: “Pur essendo come Dio, egli svuotò se stesso”. Così Gesù il Figlio di Dio ha donato la sua vita. Amare l’altro esige di accettare l’alterità: l’altro non sono io. Amare l’altro richiede di sacrificare il proprio eccessivo amore per se stessi. Il frutto dell’albero, dice il diavolo, dona una sapienza superiore che permette di dominare su tutto e su tutti. Ecco la terza tentazione che è una illusione ma solo se Gesù accetterà di inginocchiarsi davanti al diavolo. È la tentazione del potere in tutte le sue forme. Inseguire il proprio vantaggio. Fare di se stessi l’unico metro di misura e di paragone.
È la tentazione che viviamo oggi: l’individualismo, il disprezzo dell’altro, il razzismo, la corruzione in campo politico e sociale, il potere come assoluto padrone della vita e della morte. Il potere appunto diabolico. Gesù risponde al diavolo e dirà a noi: “Tra voi non è così”. Per il cristiano c’è il cammino dell’ascolto, del silenzio interiore, della riscoperta dell’altro, di sentire e desiderare anche attraverso la preghiera la presenza degli altri nel desiderio di riscoprire la presenza spesso nascosta di Dio nei fratelli. Dio è nella preghiera, nella sua parola e nella celebrazione dei sacramenti e anche e soprattutto nell’impegno concreto dell’amore a noi affidato.




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