P. Andrea Fulco Commento I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)

Domenica 22 Febbraio (DOMENICA – Viola)
I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)
Gen 2,7-9; 3,1-7   Sal 50   Rm 5,12-19   Mt 4,1-11

di P. Andrea Fulco🏠home

Siamo in Quaresima, quest’anno anche presto, siamo chiamati di nuovo a dare forza al digiuno, alla preghiera e alla penitenza. Ma qualcuno potrebbe dire che in realtà stiamo vivendo una quaresima prolungata da anni. Impegniamoci per quaranta giorni a cambiare il cuore per ritornare al Vangelo proprio come il sacerdote ci ha detto imponendo le ceneri sul nostro capo: “Convertiti e credi al Vangelo”. Dove convertirsi indica una metanoia concreta gesti veri in cui non pensiamo secondo il nostro io ma ci sforziamo di entrare per la porta stretta). La Quaresima n on e’ un tempo di dieta o digiuni intermittenti che fanno bene alla salute, ma un impegno di mente e di cuore a riaprire il vangelo per viverlo nella quotidianità. La conversione in questa domenica ci viene presentata con il dono-provocazione delle tentazioni. Le tentazioni non sono maledizioni, e Dio non può evitarcele. Se togli le tentazioni uccidi la libertà dell’uomo (San Antonio Abate). Lo spirito ci conduce nel deserto per essere tentati. È la prova del nove di chi mette al centro della propria vita Cristo e il Vangelo. Ci sono tre tentatazioni : il pane, il pinnacolo, mettersi inginocchio davanti al diavolo. Il pane: abbiamo tutti fame di senso, di gioia, di pienezza, ma a volte scegliamo ciò che non giova alla nostra vita. Tutto è buono ma non tutto è lecito dice ( 1Cor6,12). Occorre fare attenzione perché spesso cadiamo in situazioni in cui le pietre ci sembrano pane e questo non porta giovamento ma la nostra distruzione. Anche desiderare i regni di questo mondo e la ricchezza presentataci dal diavolo (inciampo, e divisore ) non sono la soluzione ai problemi economiici, ma l’ esasperazione di chi si chiude nel proprio egoismo e autoreferenzialità. Il Pinnacolo ci da la sensazione di essere più in alto ma poi ci fa cadere in basso: “A che serve all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima”.(Mc, 8,36) . Nella tentazione del pinnacolo ci sono i potenti ma anche i poveri arricchiti dal proprio io al centro di tutto. Nell’io si nasconde il male vero. La tentazione di inginocchiarci al demonio diventa la più terribile: non si tratta solo di un rito di magia nera o una seduta esoterica, ma la nostra vita piena di compromessi, alimentata spesso dalle convenzioni comuni del cosi fan tutti, che ci omologano e ci privano del senso etico del bene sommo da realizzare. Non tutto ciò che è tecnicamente possibile è moralmente accettabile. Il diavolo chiede proseliti anche ai cristiani deboli e fragili. Per non cadere in questa tentazione occorre non dialogare con essa. Chiediamo a Dio di non eliminare le tentazioni, ma di non non farci entrare senza superarle. (καὶ μὴ εἰσενέγκῃς ἡμᾶς εἰς πειρασμόν) e quindi di liberarci dal maligno che non deve tentare il Signore. Perciò solo ascoltando la parola di Dio siamo sempre vincitori. Sta scritto : non tentare il Signore tuo Dio. Solo con la parola di Dio vinciamo le suggestioni del maligno e ci incamminiamo verso la Luce della Pasqua. Cristo Risorto, distrugge la morte e il peccato di Adamo e ci riporta alla dignità di figli di Dio, ritornando come Adamo a camminare con lui nel giardino dell’Eden. Siamo tentati ma non vinti, e se Dio è con noi siamo sempre vincitori.


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