I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A) Vangelo Mt 4,1-11Commento:P. Byron CADMEN(Santo Domingo, Ecuador)
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

«Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato»P. Byron CADMEN(Santo Domingo, Ecuador)
Oggi, fratelli, il Vangelo ci conduce nel deserto: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo» (Mt 4,1). Non è una passeggiata spirituale; è il luogo dove si smascherano le nostre dipendenze. Il tentatore comincia dall’essenziale: «Se sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane» (Mt 4,3). La proposta sembra ragionevole: risolvere subito il bisogno. Ma Gesù risponde con una libertà che nasce dalla fiducia: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4).
La seconda tentazione è più sottile: cercare Dio come uno spettacolo, costringendolo a dare prova di sé. Anche noi siamo tentati da una “fede delle prove”: se mi rispondi, credo; se no, mi chiudo. Gesù non negozia con il Padre né manipola il sacro.
E, quando arriva la terza tentazione (potere, controllo, successo…), il Signore taglia alla radice: «Vattene, Satana» (Mt 4,10), e fissa il centro della vita: «Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Questa parola è medicina per una cultura che ci spinge a vivere per l’applauso, il consumo e l’autosufficienza.
Questa Quaresima non è per sopportare quaranta giorni, ma per imparare la libertà di Gesù. Digiuna perché il tuo cuore smetta di obbedire all’immediato. Prega per ascoltare la Parola che ti sostiene. E, se ti scopri inquieto, ricorda sant’Agostino: «Il nostro cuore non ha posa finché non riposa in Te». Come ha detto Papa Leone XIV: «Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti, e il male non prevarrà!».
Il Vangelo si conclude con una promessa: «Allora il diavolo lo lasciò. Ed ecco, degli angeli si avvicinarono e lo servivano» (Mt 4,11). Camminiamo senza paura: il deserto non è l’ultima parola; è il cammino verso un’adorazione più pura che ci rende liberi.

La voce di un dottore della Chiesa
Entrare in tentazione non è farsi sommergere dalla tentazione. Così, ad esempio, Giuda entrato nella tentazione dell’avarizia non la superò, ma sommerso materialmente e spiritualmente si impiccò. Pietro entrò nella tentazione di rinnegamento, ma superandola non ne fu sommerso. Attraversò [il torrente] con coraggio e non ne fu trascinato. Cirillo di Gerusalemme
22 Febbraio Vangelo del Giorno Commento Benedizione ☩ Liturgia della Parola



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