Domenica 8 Marzo (DOMENICA – Viola)
III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)
Es 17,3-7 Sal 94 Rm 5,1-2.5-8 Gv 4,5-42
di padre Ermes Ronchi🏠home
La domanda che il Maestro rivolge non è mai: Da dove vieni, o: Che cosa hai fatto? Ma sempre: Verso dove sei diretto? Non il passato è la terra di Dio, ma il futuro.
Gesù siede stanco al pozzo, attende qualcuno, attende me.
Giunge una donna senza nome e dalla vita fragile. Dammi da bere. Dio ha sete, ma non di acqua. Ha sete di essere amato. Dal momento che ti mette in vita, Dio ti invita alle nozze con lui.
Quella donna che proviene dal popolo di Samaria, rappresenta tutta l’umanità, è la sposa che se n’è andata dietro ad altri amori, e che Dio, lo sposo, vuole riconquistare.
Gesù le dice: Se tu conoscessi il dono di Dio…
Ecco il corteggiamento di Dio.
Ti darò un’acqua che diventa sorgente. Ci insegna che c’è un mezzo, uno soltanto, per raggiungere il cuore profondo di ciascuno. E non è il rimprovero, la critica, l’accusa, ma far gustare un di più di bellezza, un di più di bontà, di vita, di primavera,
Una sorgente è molto più di ciò che serve alla tua sete; è senza misura, senza fine, senza calcolo, senza sforzo. Esuberante ed eccessiva. Non sgorga per sé, ma per gli altri. E così fa Dio, venuto a sedersi allo stesso tuo muretto.
Quando parla con le donne Gesù va dritto al cuore, conosce il loro linguaggio, infatti le dice: Vai a chiamare tuo marito, chiama colui che ami.
Va diritto al centro. Perché su questo, sul dare e ricevere amore, si pesa la beatitudine della vita. “Non ho marito”. E qui appare il messia di suprema delicatezza, che trova verità e bene anche in quella vita accidentata, fra storie andate in frantumi. Vede la sincerità del cuore ed è su questo frammento d’oro che si appoggia il resto del dialogo. Si interessa del passato solo per dirle, per due volte: Sei sincera, bene. Non ci sono rimproveri, giudizi o critiche, neppure consigli, tipo “vai prima a sistemare la situazione e poi torna qui”. La domanda che il Maestro rivolge a tutti non è mai: Da dove vieni, o: Che cosa hai fatto? Ma sempre: Verso dove sei diretto? Non il passato è la terra di Dio, ma il futuro.
Allora la donna non si ritrae ma continua il dialogo. Su di un problema di fede. Dove andremo, dice, per adorare Dio? Sul nostro monte o sul vostro, a Gerusalemme? La risposta è capovolgente: non su un monte, non nel tempio, ma dentro. E dovunque. Sei tu il Tempio, dove vive Dio. Gesù rompe barriere tra razze, sesso, fedi, culture, e dice a quella donna, che è straniera, che è eretica, che è stata tradita e forse ha tradito: Dio lo possiamo cercare oltre la foresta dei riti e delle formule, cercando in spirito e verità.
E la donna lasciata la sua anfora, corre in città. C’è uno che mi ha detto tutto di me… Il suo passato, che era la sua debolezza, diventa adesso la sua forza, le ferite di ieri sono feritoie di energia e speranza. Proprio sopra la fragilità costruisce la sua testimonianza. Un messaggio per ciascuno di noi: non temere le tue debolezze, ma costruiscici sopra. Non nasconderle, sono la tua verità. A due mani con Lui , il peggio che hai avuto può diventare il meglio che hai, per dissetare altri.




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