don Marco Pozza”La donna goffa e l’uomo di perla”

Domenica 8 Marzo (DOMENICA – Viola)
III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)
Es 17,3-7   Sal 94   Rm 5,1-2.5-8   Gv 4,5-42

di don Marco Pozza🏠HOME

Da uomo l’avrà pur pensato. Gliel’avranno detto, magari, anche gli amici: “E’ occupata, Maestro. E’ una donna un po’ naif di cuore: manco ti baderà, non sei il suo tipo”. Gliel’avranno (ri)detto e Lui avrà sorriso sornione: “Non c’è cosa che più mi ispiri d’intrufolarmi tra amanti tarocchi e giocarmi il mio amore. Non temo la concorrenza: se m’impegno, non ce n’è per nessuno”. Lei, da parte sua, mica cercava chissà cosa in quel mezzodì qualunque: semplicemente andò al pozzo «ad attingere acqua». Che poi, col senno di poi, non era neanche l’acqua che cercava: era di quelle che manco sanno cosa cercano. Il suo cuore bucato – quello sì faceva acqua da ogni parte – era allenato all’inaspettato: «E’ l’imprevisto che aspetto, nient’altro – scrive Christian Bobin -. Ovunque, sempre. Nelle pieghe di una conversazione, nel guado di un libro, nelle sottigliezze di un cielo. L’aspetto con impazienza. È quello che non mi aspetto ciò che aspetto». Avessero chiesto a lei, donna infettata dalle origini samaritane, cosa cercasse, questo cercava: ciò che non si aspettava. Cristo, per natura, era di quelle anime che andava pazzo per tipe così: a farlo ammattire era la ferita, il dolore, l’arsura, la crepa. L’infiammazione e la mortificazione. “Potrò anche sbagliarmi – potrà aver rinfacciato agli amici che gli suggerivano prudenza con lei – ma le scelte si giudicheranno quando la guerra finirà”. Chi li vide avvicinarsi al pozzo – luogo d’amori, incrocio di intimità, spazio del cuore – vide che entrambi avevano sete. La Samaritana (pensava) di avere sete dell’acqua piovana: Lui, scafatissimo in seduzione, sapeva di provare «sete della sete di questa donna» (Agostino). Partì alla caccia di quel cuore bucato.

Gli bastano due parole e il cuore è al muro: «Dammi da bere». La donna si desta: nessuno, con una come lei, aveva mai usato simile dolcezza. Nessuno, a una garibaldina in amore come lei, aveva mai offerto un’attenzione così. Il cuore già le batte strano, lo sguardo si riscalda, il vero pozzo adesso è lo sguardo di chi le è davanti. Ha le mani sudate: “Quest’uomo mi spoglia con lo sguardo, ha occhi che allarmano”. Nessuno, prima, l’aveva mai spogliata senza quel fiuto randagio che gli rinfacciasse, poi, d’essere “l’ennesimo”, il prossimo ex di turno. Lui sa bene di correre il rischio di diventare il settimo della lista – «Hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito» – ma è troppo sicuro di sé, di avere in tasca un amore di fronte al quale gli altri sei saranno come pula al vento. Non le tace il cuore garibaldino, ma nemmeno la condanna: “E se costei fosse così perchè il vero amore s’è fatto attendere per poi farsi gustare in eterno?” pensa tra sé con lei, tremula, di fronte. Pensava, la donna samaritana, di valere quando la durata di una notte. Fissata da Lui, imparò l’economia senza ripetizioni: una bottiglietta di acqua al supermercato costa un euro. In hotel, la stessa bottiglietta, la trovi a tre euro. In aeroporto – ancora la stessa identica bottiglia – la troverai a cinque euro: “Non è vero che vali soltanto un euro, donna. E’ che, probabilmente, non ti sarà mai capitato di trovarti nel posto migliore”. Lei, cuore al muro, l’ammette: «So che deve venire il Messia». Pur garibaldina nel cuore, mai perdette l’attesa del più grande amore. Siccome non la perdette, la trovò: «Sono io che ti parlo».

Quando il fuoco è pronto, basterà sempre una scintilla per accenderlo.

Dalla settima posizione alla prima, nel breve giro di uno sguardo. Sguardo che una donna non cambierebbe con il pieno possesso del corpo di un uomo: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto» grida esterefatta agli amici. Le ha detto proprio tutto, non le ha nascosto niente. È stato il “come” glielo ha detto che l’ha fatta impazzire: senza acrimonia, con delicatezza. Amabile al punto tale che Gli avrebbe risposto: “Scusa, dove te ne sei stato nascosto finora? Eri proprio te che sognavo d’incontrare”. Torna a casa senza la brocca: «lasciò la sua anfora», lei che era venuta al pozzo per riempirla. Non fu per dimenticanza: è che «aveva la tenerezza goffa di chi non è mai stato amato e deve improvvisare» (I. Allende).


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