Simona Scala”ECCO LA VERA SCOPERTA VEDERE L’OPERA DI DIO”

Domenica 15 Marzo (DOMENICA – Viola o Rosaceo)
IV DOMENICA DI QUARESIMA – LAETARE (ANNO A)
1Sam 16,1.4.6-7.10-13   Sal 22   Ef 5,8-14   Gv 9,1-41

di Simona Scala🏠home

Nella quarta domenica di Quaresima il tema del Vangelo è quello dell’illuminazione, del passaggio dal buio alla luce. Il Vangelo si apre con lo sguardo di Gesù che, a differenza di quello dei discepoli, si pone su un cieco, e prosegue con il cieco guarito che discerne la vera qualità di Gesù e confessa la fede in lui.

Nel racconto emergono il vedere, la cecità e la nascita. Gesù vede e guida il cieco a una rinascita. Con l’acqua della piscina e all’aprirsi degli occhi il cieco viene alla luce, lui che era sempre stato nel buio della cecità. Nascere è venire alla luce e lui è come rinato grazie a Gesù, che vede un uomo, non un malato.

I discepoli vedono un caso, non un uomo. Sono loro in realtà a non vedere. Il discernimento inizia quando si vede una persona con uno sguardo libero dai pregiudizi, che impediscono di vedere la realtà. Lo sguardo di Gesù trasmette fiducia: crede in chi ha davanti.

Lo guarisce toccandolo e parlandogli. Il suo è uno sguardo rigenerante, quello dei discepoli giudicante. Gesù vede l’uomo mentre gli uomini vedono il peccato. I discepoli vedono un caso e giudicano condannando. Senza uno sguardo puro si cade nel giudizio che condanna l’altro.

Senza un atto di fiducia nell’umano che è in ogni persona, non si potrà accedere al riconoscimento dell’azione di Dio nell’uomo. Non si potranno avere occhi per riconoscere e vedere ciò che Dio fa e opera ogni giorno.

La trama del brano è forse quella della scoperta di chi è Gesù. Il cieco guarito solo progressivamente cresce nella comprensione della realtà e di chi questa realtà ha svelato. All’inizio pensa a Gesù come a “un uomo”, del quale non sa nulla. Poi lo dichiara un “profeta”, poi ancora un “inviato di Dio”, e infine lo riconosce come “Figlio dell’uomo” e “Signore”.

Ecco che la luce da fisica passa a essere spirituale, esistenziale. L’uomo non solo vede, ma entra nello sguardo di Gesù che gli rivela la bellezza di un Dio che si fa compagno. Nella persona del cieco ci possiamo immedesimare tutti. Chiediamoci: “Chi sei Gesù per me?”.

E possiamo riscoprire la bellezza, la potenza e la forza di quella frase illuminante: “Credo, Signore” che ritroveremo nel rinnovo delle promesse battesimali durante la veglia pasquale. Facciamoci guidare dalla sua Parola fino ad arrivare nella veglia a non vedere in Gesù un uomo, un profeta, ma il Signore che ci ha voluto, desiderato, amato.

Senza il dono della fede saremmo persone miopi perché capaci di vedere solo una parte della realtà.


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