padre Ezio Lorenzo Bono”TUTTO IL MONDO È UN PALCOSCENICO (William Shakespeare )”

Domenica 29 Marzo (DOMENICA – Rosso)
DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)
Is 50,4-7   Sal 21   Fil 2,6-11   Mt 26,14- 27,66

di padre Ezio Lorenzo Bono

“All the world’s a stage” – tutto il mondo è un palcoscenico. È la famosissima frase di William Shakespeare tratta dalla celebre “As You Like It”. Egli sostiene che gli uomini e le donne sono attori: entrano in scena, recitano la loro parte… e poi escono. Intende cioè la vita come una grande rappresentazione, dove ciascuno interpreta un ruolo: a volte con consapevolezza, altre volte senza neppure accorgersene. Ci sono ruoli di coraggio e ruoli di paura, ruoli di verità e ruoli di finzione, e spesso cambiamo parte anche più volte nella stessa vita.

II.

La Settimana Santa che iniziamo oggi può essere vista come un grande palcoscenico dove entrano in scena numerosi personaggi, diversissimi tra loro. Il sipario si apre con le grida «Osanna al Figlio di Davide!» di una folla in preda all’entusiasmo e all’incoscienza, instabile, che come una banderuola muta direzione al cambiare del vento. Ma subito, sul palcoscenico, uno dopo l’altro, entrano in scena tanti personaggi. I farisei, che osservano e giudicano. Poco dopo vediamo i commercianti del tempio, indaffarati nei loro affari, che non percepiscono neanche Chi si trovano davanti. Ecco i capi religiosi, che si vantano di conoscere le Scritture ma non sanno riconoscere Dio davanti a loro. Entra poi in scena Giuda, che recita sciaguratamente la parte del traditore. E poi Pietro, che si illudeva di essere forte e cede alla paura davanti a una serva che lo accusa. Non recitano una parte migliore neppure gli altri discepoli, che nel momento della prova più grande o si addormentano o fuggono. Vediamo poi i membri del sinedrio, che senza conoscere giudicano e condannano. Appare il codardo Pilato, che vede la verità ma non ha il coraggio di sceglierla e se ne lava le mani. Erode, fuori come un balcone, che cerca solo lo spettacolo. Entrano i soldati, che deridono e picchiano. Entra la folla, che cambia copione: da Osanna a Crocifiggilo. Fino all’ultimo, il condannato che impreca e ingiuria.

Per fortuna che, oltre a questi personaggetti, si alternano sulla scena persone di grande profilo, come Maria di Betania, che ama senza misura. Lazzaro e le sue sorelle, che accolgono con amicizia sincera. La moglie di Pilato, che non ascolta la folla ma la coscienza. Entra Maria, la Madre, che resta sotto la croce, insieme alle donne, fedeli fino alla fine. C’è il giovane Giovanni, che non fugge come gli altri più vecchi di lui. C’è il buon ladrone, che si apre alla speranza. Entrano Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, che trovano il coraggio di togliere Gesù dalla croce.

È davvero un grande palcoscenico, su cui passa tutta l’umanità: il bene e il male, la fedeltà e il tradimento, il coraggio e la paura.
In mezzo a tutto questo balletto di personaggi e personaggetti che entrano ed escono di scena, c’è un elemento che non cambia mai: un unico punto fisso, che è Gesù. Lui resta fedele fino alla fine. Non cambia davanti al tradimento di Giuda né al rinnegamento di Pietro. Non si lascia intimorire dai tribunali e non cambia davanti alla violenza, agli insulti, alla croce. Lui non interpreta un ruolo, ma è la Verità che rimane se stessa fino in fondo.

III.
Per concludere.


La recita su questo palcoscenico continua ancora oggi, perché anche noi, ogni giorno, entriamo in scena recitando una parte. A volte, come la folla di Gerusalemme, siamo entusiasti ma superficiali. A volte anche noi, come Pietro, promettiamo, ma poi abbiamo paura e facciamo marcia indietro. A volte, come Pilato, capiamo la verità… ma non abbiamo il coraggio di seguirla. A volte restiamo, amiamo, resistiamo. E in mezzo a tutto questo balletto del mondo, anche oggi, c’è un unico punto fisso, che è ancora e sempre lo stesso: Gesù. Non cambia atteggiamento secondo le nostre maschere, non segue i nostri copioni.

E allora, alla fine, la domanda diventa inevitabile: tu che parte stai recitando sul palcoscenico del mondo? Sei tra quelli che applaudono finché è facile, che scappano quando arriva la croce, che si lavano le mani per non compromettersi? Oppure sei tra quelli che restano, che amano, che hanno il coraggio?

Davanti a Gesù – l’unico che non recita – ognuno di noi, prima o poi, è chiamato a scegliere che ruolo interpretare.
 E tu, oggi, quale parte vuoi vivere?


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