Nicola Lagioia”La via di Pietro (fra le bassezze umane)”

Domenica 29 Marzo (DOMENICA – Rosso)
DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)
Is 50,4-7   Sal 21   Fil 2,6-11   Mt 26,14- 27,66

di Nicola Lagioia🏠home

Nella Salomè cinematografica di Carmelo Bene, liberamente tratta dall’opera teatrale di Oscar Wilde, c’è una rivisitazione molto audace dell’Ultima Cena. Gesù dice: «In verità vi dico, uno di voi mi tradirà». E a questo punto, in luogo di Giuda con la sua untuosa domanda («Sono forse io?»), c’è una forsennata gara di tutti gli apostoli a intestarsi la colpa: «Io!», «Io!», «Io!».

L’insolenza è solo apparente. Carmelo Bene si sentiva attratto da san Giovanni della Croce e affine a Teresa d’Avila, cercava di addentrarsi tra le pieghe della teologia negativa, soprattutto (in questo non distante dal Flaubert di Bouvard e Pécuchet) prendeva continuamente atto, irridendola, della mediocrità umana. Cosa troviamo, difatti, dall’Ultima Cena alla crocifissione, se non un’impietosa rappresentazione delle nostre bassezze, indagate allargandosi per cerchi concentrici? Si comincia da Giuda. Poi c’è la promessa di Pietro («Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò») disattesa nel giro di poche ore. Ci sono i discepoli che poco valorosamente si addormentano mentre Gesù prega nel Getsemani («Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare»), quegli stessi sodali che fuggono a gambe levate quando il loro maestro viene arrestato. «Io!», «Io!», «Io!».

I comportamenti disdicevoli, dicevamo, si irradiano verso ogni ordine e grado della scala sociale. Ci sono i sacerdoti e i membri del sinedrio che imbastiscono false accuse (il Vangelo è al tempo stesso il ricordo di una storia avvenuta e il racconto di tante storie a venire; chiunque in futuro rivestirà una carica pubblica o religiosa dovrà sentirsi dalla parte del torto fino a prova contraria). C’è l’amletico Ponzio Pilato, rappresentante dell’Impero, e forse prefigurazione del suo crollo. Ma soprattutto ci sono le folle, il popolo, manipolato da quegli stessi sacerdoti, che preferisce Barabba. Come non pensare al modo in cui oggi i padroni delle grandi piattaforme tecnologiche cercano di orientare su vasta scala i comportamenti umani?

Qualunque sia il nostro posto nel mondo, è difficile sottrarsi al sospetto di comportarsi periodicamente come uno di questi disgraziati. Nell’impossibilità di essere virtuosi (i più pericolosi si credono puri) non ci resta che scegliere la via di Pietro. Giuda si suicida perché ritiene, in modo superbo, che la sua colpa superi la possibilità del perdono divino. Pietro, con tutti i suoi errori, con il rischio di sembrare ridicolo nei momenti più tragici, continua a darsi meno importanza e per questo ci trae in salvo.


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