Clarisse di Città della Pieve Commento DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)

Domenica 29 Marzo (DOMENICA – Rosso)
DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)
Is 50,4-7   Sal 21   Fil 2,6-11   Mt 26,14- 27,66

di Clarisse di Città della Pieve🏠home

Passione di nostro Signore Gesù Cristo. Che cosa hanno ascoltato le mie orecchie e il mio cuore? Che cosa hanno visto i miei occhi? Gesù Cristo, l’Uomo schernito e sfigurato da me e per me e, insieme, il mio Dio. Lo specchio senza macchia, lo splendore della gloria del Padre, nel cui Volto posso vedere il mio, bellissimo, di figlio amato di Dio, ma allo stesso tempo sfigurato a motivo dei miei peccati. Nella sua Passione per l’uomo, Gesù incontra ogni uomo… e incontra anche me!

C’è chi lo tradisce; chi lo rinnega; chi si lava le mani della sua sorte… Ma anche chi, almeno per un tratto di strada, porta la croce con Lui; chi gli è compagno nella sua solitudine, e gli rimane fedele fino alla fine.

Proprio così: nell’incontro con l’uomo, Gesù rivela l’uomo a se stesso (per questo è specchio!): nella mia altissima dignità di figlio di Dio e, insieme, nella mia limitatezza creaturale. Ed anche se quest’ultima fino alla morte sarà tentata e attaccata dal demonio che mi tende i suoi lacci lungo il cammino di santità quotidiano, la Croce di Gesù mi sostiene, mi attrae perché già mi ha salvato: nulla è più forte del suo amore per me!

Guardo tra tutti il caro Pietro: ha rinnegato per ben tre volte il suo Signore, ma quando incrocia i suoi occhi pieni di misericordia per lui, dal suo cuore sgorga il pianto del pentimento. Da quell’istante cambia tutto per il Primo degli Apostoli: non se lo scorderà più quello sguardo d’amore di Gesù su di lui. E finalmente, investito poi dal fuoco della Pentecoste insieme alla Vergine Maria e agli altri apostoli, sostenuto e condotto dallo Spirito Santo, non avrà paura di dare la sua vita per Gesù Cristo e il Vangelo, e morire martire per la fede.

Ascolto ancora e mi chiedo: sul Calvario, lo sguardo di Gesù crocifisso sugli astanti sarà stato diverso da quello rivolto a Pietro? No di certo! Il Vangelo di Luca ci ricorda la sua preghiera finale: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (23,34).

«Anch’io ti prego, Signore: visitami con la tua Parola e fa’ che non abbia paura di incrociare il tuo sguardo proprio lì dove oggi vuoi guarirmi con la potenza della tua Croce».

Con ardente desiderio, auguro a me stesso e a te, caro fratello e cara sorella, che tutta la Parola e la ricca e solenne liturgia della Settimana Santa favoriscano la contemplazione del Mistero.

Lasciati prendere per mano dalla Santa Madre Chiesa e segui Gesù nell’incontro con te stesso: proprio lì dove stai piangendo; o dove gioisci; lì dove sei incatenato dal tuo peccato; dove ti vergogni; dove c’è il dubbio; dove c’è la lode… Lì insomma nella tua umanità ferita, eppure immensamente amata e già redenta.

Rimani con Gesù, celebrando il suo Triduo Santo e partecipando per quanto puoi ai riti liturgici. E disponiti a una sincera confessione: ricorda che nel sacerdote è Cristo in persona che ti perdona.

E dopo aver preso parte alla Passione del Signore, ci rivedremo qui domenica prossima, in questa nostra Assemblea di fratelli e sorelle riunita in Cristo per far festa insieme per la Resurrezione di nostro Signore (e nostra!).

Santa e feconda Settimana santa!


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