Luigi Verdi”Un amore più grande di ogni mio tradimento”

Domenica 29 Marzo (DOMENICA – Rosso)
DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)
Is 50,4-7   Sal 21   Fil 2,6-11   Mt 26,14- 27,66

di Luigi Verdi🏠home

Un bacio e un gallo, Giuda e Pietro: due uomini, due fragilità, due tradimenti. Il tradimento è per chi è vicino: i nemici non tradiscono, piuttosto colpiscono, sorprendono, assaltano. Tradisce invece l’amico, l’amante, chi ci è affettivamente vicino. Nella stessa notte, a poche ore di distanza l’una dall’altra si consuma l’amicizia, si disperde nei rivoli di un calcolo e di una paura. Giuda era un discepolo, un chiamato, non un infiltrato, non una spia che si era intrufolata, ma uno che con Gesù aveva scommesso la sua vita, che aveva camminato con lui sulla polvere delle strade, che aveva ascoltato le sue parole di tenerezza. E tradisce con un bacio.

Perché proprio un bacio? poteva indicare Gesù con un dito, gridare a voce alta il suo nome, prenderlo per un braccio: ha scelto un bacio, ha scelto un gesto di affetto, di vicinanza. Pietro invece prende le distanze: “Non lo conosco”, mentre Giuda si avvicina, Pietro si allontana. Due uomini, due libertà, due modi diversi di spezzare un legame.

L’uno per calcolo, l’altro per paura. L’uno perché convinto di sapere meglio di Gesù come dovevano andare le cose, l’altro per il terrore di finire anche lui arrestato. L’uno presuntuoso, l’altro codardo.

Entrambi nostro specchio. Ma se Pietro, dopo aver incrociato lo sguardo di Gesù, piange amaramente, Giuda si dispera e si nasconde, con la certezza di non poter più essere amato, con la cruda convinzione della irreparabilità del suo peccato. Ma il peccato, e ce lo dimostrerà Pietro, non è mai l’ultima parola in una storia d’amore come quella tra Dio e i suoi amici. È piuttosto la disperazione a chiudere definitivamente, è il presupporre che non ci sarà perdono, che non ci sarà abbastanza amore per superare quel bacio del tradimento. Pietro piange e resta, Giuda butta via quelle trenta monete e fugge, non riuscendo più ad immaginare un futuro. Il punto di snodo allora non è il tradimento, ma il dopo, è nel come vivo la mia fragilità, è nella fiducia che ripongo in un amore più grande di ogni mio tradimento. Mi piace credere che quel bacio non sia stato solo il segnale convenuto, ma un frammento di affetto, un saluto, un arrivederci.


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