Domenica 5 Aprile (SOLENNITA’ – Bianco)
DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)
At 10,34a.37-43 Sal 117 Col 3,1-4 Gv 20,1-9
di padre Ezio Lorenzo Bono🏠home
Immagina: una mattina vai al cimitero a trovare una persona cara e ti accorgi che la tomba è stata violata, la cassa aperta e dentro… non c’è più il corpo. Che cosa proveresti? Smarrimento, angoscia, forse anche rabbia. La prima domanda che ti verrebbe da fare sarebbe “chi lo ha portato via?”.
Qualche anno fa, una cosa simile è accaduta davvero con il corpo di Mike Bongiorno, trafugato dalla sua tomba: i familiari parlarono di incredulità, di dolore, di una ferita che si riapriva. Perché quando manca il corpo di una persona amata, non manca solo un corpo: manca un appiglio, un riferimento, un luogo dove posare il cuore. E nasce l’angoscia.
II.
È esattamente da qui che comincia il Vangelo di Pasqua.
Anche Maria Maddalena, quando vede la pietra tolta e il sepolcro vuoto, rimane sconvolta e dice: “Hanno portato via il Signore”. È lo stesso smarrimento, la stessa logica, la stessa umanissima reazione. La Pasqua, sorprendentemente, non comincia con una presenza, ma con un’assenza, con un vuoto; non comincia con un’apparizione, ma con qualcosa che non torna. Il sepolcro vuoto non è una risposta, è una domanda, è una ferita aperta nella logica delle cose: se il corpo non c’è, allora o qualcuno lo ha portato via… oppure qualcosa di totalmente nuovo è accaduto.
Ma il Vangelo non si ferma qui. Il sepolcro vuoto è solo l’inizio, non il punto di arrivo. Quel corpo non c’è più non perché qualcuno lo ha portato via, ma perché la morte, per la prima volta, ha dovuto arrendersi e restituire ciò che credeva di aver preso per sempre. Non è un’assenza qualsiasi: è il segno che qualcosa di irreversibile è accaduto.
Gesù non è semplicemente “non più lì”: Gesù è vivo. E questo cambia tutto. Cambia il modo di guardare la morte, il dolore, le sconfitte, perfino i vuoti della nostra vita, perché da quel mattino in poi il vuoto non è più solo vuoto: è uno spazio che Dio può riempire di vita nuova.
III.
Per concludere.
Anche noi, in tanti momenti della vita, ci troviamo davanti a sepolcri vuoti: situazioni che pensavamo concluse e che invece si aprono in modo inatteso, storie che sembravano finite, certezze che crollano, preghiere che sembrano non avere risposta. E la tentazione è quella di dire: “Hanno portato via il Signore”, Dio non c’è più, Dio è sparito, Dio non interviene. Ma il Vangelo di Pasqua ci consegna una possibilità nuova: Dio non è sparito: forse non è più dove pensavamo di trovarlo… perché ci sta già aspettando altrove.
Il sepolcro vuoto non ci chiede di capire tutto, ci chiede di metterci in cammino: Maria corre, Pietro corre, il discepolo amato corre. La Pasqua comincia così, non con gente che ha già capito tutto, ma con gente che continua a cercare; ma non è una ricerca nel vuoto, è una ricerca abitata da una promessa, perché Cristo è vivo.
E tu, oggi, davanti ai vuoti della tua vita che ti fanno paura, davanti a quel pezzo di vita che non ti torna… hai il coraggio di credere che proprio lì, in quella mancanza, Dio sta preparando l’inizio di qualcosa di nuovo? Non cercare il Vivente tra i morti. Non cercare la tua speranza in ciò che è finito. Cristo è vivo, ed è già avanti a te.



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