Domenica 12 Aprile (DOMENICA – Bianco)
II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO A)
At 2,42-47 Sal 117 1Pt 1,3-9 Gv 20,19-31
di Marilynne Robinson🏠home
C’è un mistero che abbraccia l’intero corso del tempo. È contenuto nelle parole “Dio con noi”. L’Annunciazione ci dice che questo mistero si esprimerà in una vita umana, dalla nascita alla morte. Ci verrà data una nuova comprensione del Signore e con essa un numero indefinito di momenti in cui ci rendiamo conto della sua presenza in mezzo a noi. Gli eventi di quest’unica vita sacra saranno come i pani e i pesci, da dividere tra le moltitudini.
Ma l’abbraccio del Signore all’umanità è troppo meraviglioso per essere prontamente accettato. Il rifiuto enfatico di Tommaso della notizia che l’amato amico e maestro è ancora vivo potrebbe riflettere il trauma di averlo visto morire in modo così straziante. Il motivo per cui rifiuta di credere è il ricordo vivido delle terribili ferite subite da Gesù. Ma il Signore ritorna dai suoi discepoli e da Tommaso. Offre all’incredulo le prove che pensava non avrebbe mai visto, le ferite di un uomo morto e sepolto eppure vivo, in piedi in mezzo ai suoi amici, consapevole del fatto che Tommaso rifiuta l’idea che lui possa essere lì. Il Signore offre all’incredulo le ferite di modo che le possa toccare per porre fine alla sua incredulità.
Si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Ha attraversato la morte per noi. Diciamo “assurdo” e “incredibile” quando accade qualcosa di misterioso, qualcosa di troppo profondamente bello per sembrare vero. La sconfinata ricchezza dell’amore e della grazia di Dio metterà sempre alla prova la fede, pur confortando il dubbio rispettoso.




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