fra Damiano Angelucci”Inizia la vita nuova”

Domenica 5 Aprile (SOLENNITA’ – Bianco)
DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)
At 10,34a.37-43   Sal 117   Col 3,1-4   Gv 20,1-9

di fra Damiano Angelucci🏠home

Non è questione di chi arriva prima al sepolcro, ma di chi si lascia prima raggiungere dallo sguardo di Gesù. Maria di Magdala è passata alla storia per essere la prima persona ad aver visto il Signore di persona, ma il vangelo di Giovanni ci riporta tre volte (in questo brano appena ascoltato una volta sola ) la sua convinzione che qualcuno aveva portato via il corpo di Gesù: “hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto”. Il primo a credere alla risurrezione di Gesù è invece l’altro discepolo, oltre Pietro, quello, specifica il racconto, “che Gesù amava”. 
Dal resto del vangelo, non solo da questa frase, si deduce che verso di lui Gesù aveva una tenerezza particolare, che era stata certamente accolta e contraccambiata. Qui si gioca la svolta della fede. Pietro entra per primo nel sepolcro, poi entra l’altro “e vide e credette”. Pensiamo e speriamo che siano delle prove evidenti, scientifiche a suscitare la fede. Invece è l’accoglienza umile e disponibile di uno sguardo d’amore che permette di andare oltre l’apparenza fisica e di vedere l’invisibile. Il discepolo che Gesù amava, che secondo la tradizione sembra essere lo stesso evangelista che scrive, “vide e credette”.

 Alla fine, possiamo dire la stessa cosa anche per Maddalena: anche lei vede il Signore, ma lo vede veramente dopo aver sentito pronunciare il suo nome: “Maria!”. Fino a quel momento aveva creduto di vedere solamente il custode del giardino, per altro sospettato di aver trafugato il cadavere
Ora ci siamo noi, e anche per noi vale la stessa dinamica: se non ci sentiamo interpellati di persona dalla presenza del Signore, noi continueremo a fare cose, forse anche vivendo dei riti, ma che resteranno vuoti; anche i segni e i miracoli più straordinari rimarranno muti. Solo la possibilità di sentirci chiamati per nome dal Signore, ci potrà aprire gli occhi del cuore.

 Resta un ultimo passo da compiere: dove possiamo sentire scandire il nostro nome da Gesù risorto? Dove possiamo incrociare il suo sguardo? Anzitutto nei Vangeli. Questi testi hanno risvegliato e illuminato la fede di uomini come Sant’Antonio abate, san Francesco d’Assisi – di cui si celebra l’ottavo centenario della morte – e tanti altri che hanno cercato sinceramente di fare la volontà del Signore. Quel Dio che ha creato il mondo pronunciando parole di amore, ora, fatto uomo per noi, risorto dalla morte, le pronuncia per ciascuno di noi, per farci risorgere a una nuova vita 


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