don Lucio D’abbraccio”Gesù: la Via sicura verso il Padre”

Man in ancient robe walking on a stone path toward a sunset over mountainous landscape

Domenica 3 Maggio (DOMENICA – Bianco)
V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
At 6,1-7   Sal 32   1Pt 2,4-9   Gv 14,1-12

di don Lucio D’abbraccio🏠home

Ci sono giorni nella nostra vita in cui il cielo si rannuvola e la paura bussa alla porta del cuore. Può essere una fatica nel lavoro, una preoccupazione per i figli, la scoperta di una malattia o la perdita di una persona cara. In questi momenti di buio, le parole di Gesù arrivano come una lampada accesa: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me». Gesù non ci promette una vita senza problemi, ma ci dona un rifugio sicuro in cui riposare le nostre stanchezze.

​Egli ci fa una promessa bellissima: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore». E subito dopo aggiunge: «Vado a prepararvi un posto». Pensiamo a una madre o a un padre che aspettano il ritorno a casa di un figlio. Non si limitano ad aprire la porta: preparano il suo piatto preferito, sistemano la sua stanza, lo attendono guardando dalla finestra. Ecco cosa sta facendo Gesù per ciascuno di noi. Non ci attende uno spazio vuoto e freddo alla fine della vita, ma l’abbraccio caldo di una famiglia. C’è un posto preparato apposta per ognuno. E quando Gesù dice: «Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi», ci sta dicendo che ci ama così tanto che nemmeno la morte potrà mai separarci da Lui.

​Eppure, noi siamo fatti di terra e spesso ci smarriamo. Come Tommaso, vorremmo avere tutto sotto controllo, sapere in anticipo ogni passo. E Gli diciamo: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Per capire la risposta di Gesù, pensiamo a un bambino che si perde in una grande piazza affollata. Intorno a lui ci sono solo volti sconosciuti e rumore. Se uno sconosciuto si fermasse a spiegargli a parole quale strada prendere per tornare a casa, il bambino non capirebbe nulla. Piangerebbe ancora più forte. Quel bambino non ha bisogno di indicazioni stradali: ha bisogno di una persona. Si rasserena soltanto quando vede arrivare suo padre. Quando il papà lo prende in braccio, al bambino non importa più della strada, perché suo padre è diventato la sua Via sicura verso casa. Così fa Gesù con noi. Non ci consegna un elenco di regole difficili, ma ci offre Se stesso: «Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». La fede è esattamente questo: stringere la mano di Gesù in mezzo alla confusione del mondo.

​Filippo, con la semplicità che è anche la nostra, fa una richiesta che tutti portiamo nel profondo dell’anima: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Vorremmo vedere Dio, toccarLo, avere la certezza che ci ami. Ma Gesù gli risponde con una tenerezza carica di meraviglia: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre». Se vogliamo sapere com’è Dio, basta guardare Gesù. Basta vederLo mentre accarezza i bambini, mentre perdona chi ha sbagliato, mentre dona la vita sulla croce. E aggiunge: «Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere». Ogni parola di Gesù è una parola del Padre. Ogni gesto di Gesù è un gesto del Padre verso di noi.

​Tutto questo amore che riceviamo da Dio non va tenuto chiuso nel cuore, ma ci spinge a fare qualcosa di bello ogni giorno. È per questo che Gesù ci fa una promessa grandissima: «Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste». Le opere grandi non sono miracoli straordinari e irraggiungibili. Sono i gesti semplici di ogni giorno: il perdono donato in famiglia dopo una lite, la fatica onesta sul posto di lavoro, il tempo regalato a una persona anziana e sola, la parola buona detta a chi sta attraversando un momento difficile. Quando compiamo questi gesti, è Gesù che continua ad amare il mondo attraverso il nostro cuore.

​Lasciamo dunque che la Sua pace entri in noi. E in questo mese di maggio, affidiamoci a Maria. Come ogni mamma, Lei sa bene come rassicurare i figli quando hanno paura e si sentono smarriti. Lasciamo che sia Lei a prendere la nostra mano per metterla dolcemente in quella di Gesù, perché Egli è l’unica Via che ci porta alla nostra vera casa. Amen!


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