Domenica 10 Maggio (DOMENICA – Bianco)
VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
At 8,5-8.14-17 Sal 65 1Pt 3,15-18 Gv 14,15-21
di Giacomo Poretti🏠home
Il Vangelo di oggi mette a dura prova molti dei nostri convincimenti riguardo alla fede, sì perché uno può anche sforzarsi, applicarsi, impegnarsi, e dopo questo training, direbbero i più moderni, pur anche dopo aver superato un milione di dubbi alla fine si può anche credere in Dio.
Ma dentro a questa convinzione, anche del più convinto dei convinti, rimane una piccola screziatura: Perché non si fa vivo? Perché non lo vedo? Perché non mi si para davanti e stringendomi la mano non mi dice: «Piacere di conoscerla sono Dio». «Si figuri, il piacere è tutto mio, come va dalle sue parti?… ma sa che la facevo più alto… io abito a Milano e lei ?». «In cielo, in terra e in ogni luogo». «Sì d’accordo, anche io ho una seconda casa a Pinnarella di Cervia, ma io intendevo dove ha la residenza, Barbados, Dubai, Montecarlo?». Perché noi moderni siamo fatti così, vogliamo concretezza, insomma uno si sentirebbe rassicurato, i dubbi di avere delle idee strane in testa svanirebbero, e invece no, siamo disposti a sostenere la tesi che Dio c’è, ma non lo vediamo, e non vedendolo noi non possiamo nemmeno proporlo al mondo.
Qualche teologo e catechista ci rimprovererebbero affermando: «Ma se vi ha mandato Gesù, suo figlio». Sì, ma… c’è da credergli?… perché non è venuto Lui, il Padre? Non c’è niente da fare, la fede richiede l’atto del fidarsi, e per chi vive nel 2026 è veramente arduo. «Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
È come se la vista venisse attuata dal profondo della nostra anima e non dall’occhio. Se Dio lo vedessimo come vediamo il panettiere, il vigile, il barman che ci serve il cappuccino tutte le mattine non saremmo veramente liberi. Il nostro desiderio infinito di felicità trova la sua strada nel regalo più grande che abbiamo ricevuto e cioè la visita del figlio di Dio, il quale si è presentato in carne ed ossa e si è proprio presentato così: «Sono Gesù figlio di Dio». Ci ha presi per mano, eppure, anche allora, quanti dubbi! Quando non c’è è perché non c’è, quando c’è sì c’è, ma c’è da fidarsi? Bisogna aprire lo stanzino della nostra anima e come ci ha promesso… «Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».




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