Domenica 24 Maggio (SOLENNITA’ – Rosso)
DOMENICA DI PENTECOSTE – MESSA DEL GIORNO (ANNO A)
At 2,1-11 Sal 103 1Cor 12,3-7.12-13 Gv 20,19-23
di padre Ezio Lorenzo Bono 🏠home
Quando andavo al liceo, era uscita una canzone che mi piaceva molto e che cantavo spesso. Penso che molti di voi la ricorderanno: “Love Is in the Air” di John Paul Young. Una canzone iconica degli anni ’70, dal ritmo gioioso, che diceva: “Love is in the air, everywhere I look around…” (“L’amore è nell’aria, lo vedo in giro ovunque…”). E poi continuava parlando del sussurro degli alberi, del rumore del mare, del sorgere del sole, del tramonto…
Questa canzone mi è tornata in mente pensando alla Pentecoste. Qual è infatti la più bella definizione di Dio che ci ha lasciato San Giovanni? “Dio è amore”. E allora dire “Love is in the air” è quasi come dire: “God is in the air”. Dio è nell’aria, nel vento, nel respiro, nel sussurro degli alberi, nel rumore del mare, dappertutto.
Una volta una persona mi ha detto: “Ma perché quando predichi ti perdi a parlare di musica, arte, letteratura, cinema… invece di andare dritto alla Parola di Dio?”. Ma io credo di andare proprio dritto alla Parola di Dio, al Verbo che continua a parlare attraverso tutte le cose. Anche Gesù, quando predicava, raccontava storie prese dalla vita quotidiana: parlava di pecore, di pastori, di vignaioli, di semi, di campi… usando immagini che tutti potevano capire perché appartenevano alla loro esperienza concreta. Se Gesù venisse oggi, forse userebbe altre immagini, più vicine alla sensibilità contemporanea. Ma il messaggio sarebbe lo stesso: senza di Lui la nostra vita si scarica, perde luce, perde direzione. Perché lo Spirito Santo non è un’idea religiosa: è il respiro stesso di Dio dentro la nostra vita.
II.
Il Vangelo di questa Solennità di Pentecoste dice che Gesù, sui discepoli impauriti, «soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo”». Soffiò. Perché lo Spirito Santo è respiro, vento, aria, vita. La discesa dello Spirito Santo rivoluziona la vita degli apostoli. Li scaraventa fuori dal cenacolo chiuso e impaurito per lanciarli nel mondo ad annunciare il Vangelo. È quello che chiedeva spesso Papa Francesco parlando di “Chiesa in uscita”: uscire dalle sagrestie che sanno di chiuso per andare incontro al mondo, alla cultura, agli uomini e alle donne di oggi, portando la nostra più grande ricchezza: il Vangelo.
Forse oggi la missione della Chiesa è proprio questa: aiutare l’uomo contemporaneo, spesso distratto, stanco e disincantato, a riscoprire il profumo di Dio anche in mezzo al rumore delle nostre città. Perché lo Spirito Santo continua ancora oggi a passare nelle strade del mondo. Bisogna solo tornare a respirarlo.
III.
In conclusione.
Vent’anni fa l’artista danese Olafur Eliasson divenne famoso per una straordinaria installazione alla Tate Modern di Londra: “The Weather Project”. Aveva ricreato un enorme sole artificiale dentro la Turbine Hall del museo, usando pannelli luminosi e specchi. L’effetto era impressionante: sembrava davvero di trovarsi davanti a un tramonto gigantesco.
In questi mesi, vivendo a New York City, ci pensavo spesso camminando tra i neon di Manhattan, i maxischermi di Times Square, le luci che trasformano la notte quasi in giorno. Qui tutto brilla, tutto lampeggia, tutto cerca di attirare lo sguardo. Eppure, in mezzo a tutta questa luce artificiale, l’uomo continua ad avere sete di una luce vera.
I londinesi si sdraiavano per terra davanti a quel sole artificiale, quasi come in spiaggia davanti al sole vero. Ma un sole artificiale, per quanto spettacolare, non potrà mai sostituire quello reale.
Ecco, forse oggi il compito della Chiesa è anche questo: smascherare i “soli artificiali” che promettono felicità ma non riescono davvero a illuminare il cuore dell’uomo. I “soli” del successo, dell’apparenza, dei social, del denaro, dell’immagine. Solo lo Spirito Santo può illuminare, scaldare e purificare veramente la nostra vita.
Qualcuno ha scritto ironicamente: “Se l’amore è nell’aria, probabilmente io sono sottovuoto”. Non so se anche tu ti ritrovi in questa frase. Se sì, non preoccuparti. Dal giorno di Pentecoste, lo Spirito Santo ha riempito tutto di sé: non solo l’aria… ma anche il nostro sottovuoto.eziobono.com




Lascia un commento