Sabato 23 Maggio (SOLENNITA’ – Rosso)
DOMENICA DI PENTECOSTE – MESSA DELLA VIGILIA
Gen 11,1-9 Sal 32 Rm 8,22-27 Gv 7,37-39
di padre Ermes Ronchi🏠home
Lo Spirito Santo fa cose che non t’aspetti, con somma fantasia. A noi dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere piccola tessera di pace nel mosaico della vita.
Solo una tessera, ma che sia d’oro.
Oggi la Parola di Dio prova una sinfonia di linguaggi, per dire lo Spirito. Sono semplici fessure, piccole feritoie sul mistero. Il Libro degli Atti ci porta a 50 giorni dopo Pasqua; in quel giorno è accaduto qualcosa che ha sconvolto gli Apostoli. Un gruppo deluso improvvisamente trova l’audacia di affrontare la città che uccide i Profeti, predicando a viso aperto qualcosa di incredibile: Quel Gesù che voi avete ucciso è risorto.
E non erano professionisti della Parola, avevano un vocabolario da pescatori! Era lo Spirito con il suo imprevedibile uragano, come rombo di vento, un bagliore di fuoco, vento e terremoto che spalanca le porte e le parole. E la prima Chiesa, arroccata sulla difensiva, viene lanciata fuori. Il vento dello Spirito li ha riempiti fino a farli sembrare “come ubriachi”.
La seconda porta che si apre sul mistero è quella del salmo tra le letture, occhi che guardano lontano: “Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra” (Sal 103). Una delle affermazioni più belle della Bibbia: tutta la terra è colma, piena, gravida, una divina liturgia santifica l’universo, lo fa grembo di vita.
La terza porta di Pentecoste è aperta dalla seconda lettura (1Cor 12). Lo Spirito che consacra la diversità dei carismi, dei ministeri, delle operazioni, sposa vite diverse, accende vocazioni differenti, benedice la genialità e l’unicità di ogni vita. E’ la diversità la parola chiave, e non l’omologazione. Ognuno piccola tessera d’oro nel grande mosaico di Dio.
Lo Spirito vuole discepoli inventori di strade di pace, e non banali ripetitori. E se io manco la mia vita spirituale, il grande mosaico che Dio va costruendo subirà una disarmonia, una stonatura.
Il Vangelo infine racconta la Pentecoste nella casa, ci riporta a quanto era successo 50 giorni prima: “stette in mezzo a loro, soffiò su di loro e disse: ricevete lo Spirito santo e la mia pace”.
Lo Spirito viene per farci vivere, leggero e quieto, umile e testardo. Lo Spirito è all’opera perché Cristo diventi mia pace, mia lingua, mia passione, mia vita, perché anch’io come minimo apostolo, diventi un po’ come loro, ubriaco di Dio, maniaco di lui, come erano quei magnifici monaci antichi chiamati “i folli di Dio”.
Lo Spirito, il vento sugli abissi, il fuoco del roveto, l’amore in ogni amore, lo Spirito Santo è Dio in libertà, che non sopporta statistiche. Gli studiosi cercano ricorrenze e schemi costanti. Dicono: nella Bibbia Dio agisce così. Non credeteci. Nella vita e nella Bibbia, Dio non segue schemi. Lo Spirito Santo fa cose che non t’aspetti, con somma fantasia. Dà a Maria un figlio fuorilegge, a Elisabetta un figlio profeta. E a noi dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere piccola tessera di pace nel mosaico della vita.
Solo una tessera, ma che sia d’oro.




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