Domenica 31 Maggio (SOLENNITA’ – Bianco)
SANTISSIMA TRINITA’ (ANNO A)
Es 34,4-6.8-9 Dn 3,52-56 2Cor 13,11-13 Gv 3,16-18
dipadre Paul Devreux🏠home
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, Oggi parliamo della Trinità e di come Dio si è rivelato a noi. La prima cosa e la più importante è sapere che Dio ama questo mondo. L’ha fatto così e lo ama così com’ è. Quindi anche noi ci ama così come siamo. Non ci vuole diversi. Noi tante volte pensiamo che lui ci voglia diversi perché noi vorremmo essere diversi; più santi, più forti, magari immortali! Ma lui ci ama così e ce lo dimostra mandando suo figlio a condividere in tutto la nostra natura umana e mortale.
perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Questo è un altro aspetto importantissimo di Dio: desidera che tutti abbiamo la vita eterna. Non dice che tutti arriveremo o riusciremo a meritare una vita eterna dopo la morte. Sta parlando di adesso perché per vita eterna intende una vita bella, piena e in comunione con l’eterno sin da oggi. Lui non parla di promesse future o di cose da meritare, come facciamo noi, perché lui è il Dio di qui e di adesso. Non vuole aspettare per vedere se meritiamo il suo amore, perché lui ci ama già e da sempre. Ci manda suo figlio per aiutarci ad aderire a lui e al suo progetto di comunione. Credere in lui significa credere che quello che ha vissuto e proposto è un’ideale di uomo che è valido anche per me. Chi non lo scopre o non lo capisce perde questa bella opportunità di vita.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Insiste con lo stesso concetto perché facciamo fatica a crederci. Noi condanniamo facilmente chi sbaglia o ci fa del male per cui pensiamo che lo fa anche lui, ma lui non è così! Ci ama e non condanna nessuno. Anzi, fa tutto il possibile, mandandoci suo figlio, per evitarci di sciupare questa vita con scelte sbagliate.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio». Ancora insiste perché è importante capirlo. Lui non condanna nessuno. Io posso condannarmi a stare lontano dalla comunione con lui, come posso condannarmi a morire di fame se non mangio, se mi convinco che mi basta l’aria o che il mangiare mi toglie la felicità. Così è con Dio. Molti sono condannati da una cattiva immagine di Dio che li porta a rifiutarlo, condannandosi a cercare soluzioni alternative per la loro vita. Da qui l’importanza della venuta di Gesù e del nostro saperlo testimoniare come una persona da ricercare perché è la più bella di questo mondo.
Vivere in comunione con il Padre e con il Figlio, con l’aiuto dello Spirito Santo significa vivere sin da oggi in una dimensione beata di vita eterna.
Buona festa.



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