Don Luciano Labanca”dall’origine al compimento dell’amore”

Domenica 31 Maggio (SOLENNITA’ – Bianco)
SANTISSIMA TRINITA’ (ANNO A)
Es 34,4-6.8-9   Dn 3,52-56   2Cor 13,11-13   Gv 3,16-18

di Don Luciano Labanca🏠home

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Commento

Concluso il tempo pasquale con la Solennità della Pentecoste, la Chiesa riprende il cammino del tempo ordinario. E subito la liturgia ci conduce al cuore stesso della fede: la Solennità della Santissima Trinità. È il Mistero nel quale viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (cfr. At 17,28), la sorgente della vita, l’origine del nostro essere e il destino verso cui siamo incamminati. Tutto nasce dall’amore e tutto tende all’amore. Nel cuore di ogni uomo abitano da sempre le grandi domande di senso: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? La nostra intelligenza può cercare risposte, interrogare il mondo, scrutare il cielo e la storia; ma, per quanto profonde possano essere le riflessioni della filosofia e della ragione umana, esse da sole non bastano. C’è una soglia oltre la quale si entra soltanto con umiltà, lasciandosi raggiungere e avvolgere dal Mistero. E questo Mistero si rivela con una semplicità disarmante: Dio è amore. La Trinità ci mostra proprio questo: il Padre è l’origine eterna dell’amore, Colui che da sempre genera e dona tutto sé stesso; il Figlio è l’Amato, che accoglie pienamente questo dono e lo ricambia in una comunione perfetta; lo Spirito Santo è l’amore vivo e personale che il Padre e il Figlio si scambiano da sempre. Questo Amore è una Persona divina, non una forza impersonale. È l’Amore stesso di Dio che ci viene donato affinché anche noi possiamo entrarvi e diventarne partecipi. Guardando all’amore umano, come quello di un padre, diuna madre, di una persona che desidera sinceramente e totalmente il nostro bene,possiamo soltanto intuire in parte questo Amore. Eppure l’amore, anche umanamente parlando, non si spiega fino in fondo: si accoglie, si vive, si ricambia. Per quanto grande, intenso o persino eroico possa essere, l’amore umano resta comunque limitato. L’amore del Padre, invece, supera ogni misura:Egli dona ciò che ha di più caro, il Figlio unigenito, perché nessuno vada perduto. Nel Vangelo, Gesù ci rivela proprio questo volto di Dio: non un giudice distante, ma un Padre che desidera salvare, rialzare, abbracciare. La vita eterna di cui Egli parla è una realtà già presente, non semplicemente una proiezione futura: si tratta della possibilità concreta di vivere immersi nell’amore di Dio, partecipando alla sua stessa vita divina. La fede cristiana,allora, non è anzitutto l’adesione a una teoria su Dio, ma l’ingresso in una comunione d’amore. Chi accoglie il Figlio e si affida a Lui mediante la fede entra in questo movimento eterno d’amore che conduce al Padre nella potenza dello Spirito Santo. È lo Spirito che rende possibile in noi questa comunione, facendoci figli nel Figlio e introducendoci nella vita stessa di Dio. La Trinità, allora, non è un mistero lontano o astratto, ma la casa da cui veniamo e verso cui siamo diretti. Siamo nati dall’amore e siamo fatti per l’amore eterno di Dio.

Bene-dire (a cura di Mons. Francesco Diano)

La fede ci fa innanzitutto ricordare che abbiamo ricevuto il battesimo per il perdono dei peccati nel nome di Dio Padre, nel nome di Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto carne, morto e risorto, e nello Spirito santo di Dio; ci ricorda ancora che il battesimo è il sigillo della vita eterna e la nuova nascita in Dio, di modo che d’ora in avanti non siamo più figli di uomini mortali ma figli del Dio eterno; ci ricorda ancora che Dio che è da sempre, è al di sopra di tutte le cose venute all’esistenza, che tutto è a lui sottomesso e che tutto ciò che è a lui sottomesso da lui è stato creato.
Dio perciò esercita la sua autorità non su ciò che appartiene a un altro, ma su ciò che è suo e tutto è suo, perché Dio è onnipotente e tutto proviene da lui […] C’è un solo Dio, Padre, increato, invisibile, creatore di tutte le cose, al di sopra del quale non c’è altro Dio come non esiste dopo di lui. Dio possiede il Verbo e tramite il suo Verbo ha fatto tutte le cose. Dio è ugualmente Spirito ed è per questo che ha ordinato tutte le cose attraverso il suo Spirito. Come dice il profeta: «Con la parola del Signore sono stati stabiliti i cieli e per opera dello Spirito tutta la loro potenza» [Sal 32 (33) ,6]. Ora, poiché il Verbo stabilisce, cioè crea e consolida tutto ciò che esiste, mentre lo Spirito ordina e da forma alle diverse potenze, giustamente e correttamente il Figlio è chiamato Verbo e lo Spirito Sapienza di Dio. A ragione dunque anche l’apostolo Paolo dice: «Un solo Dio, Padre, che è al di sopra di tutto, con tutto e in tutti noi» (Ef 4,6). Perciò sopra tutte le cose è il Padre, ma con tutte è il Verbo, perché attraverso di lui il Padre ha creato l’universo; e in tutti noi è lo Spirito che grida «Abba, Padre» (Gal 4,6) e ha plasmato l’uomo a somiglianza di Dio (IRENEO, Dimostrazione della fede apostolica 3-5, SC 406, pp. 88-90).

Preghiera

Padre santo,
nel tuo immenso amore hai mandato nel mondo il tuo Figlio perché ci rivelasse il tuo volto e ci introducesse nella comunione della tua vita divina. Nel mistero della Santissima Trinità contempliamo l’amore che da sempre unisce il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e che desidera avvolgere anche noi.

Donaci un cuore docile alla sua voce, perché sappiamo riconoscere la tua presenza nella nostra vita e accogliere con fede la tua Parola.

Fa’ che, illuminati dallo Spirito Santo, viviamo come autentici discepoli del tuo Figlio, testimoniando con le parole e con le opere l’amore che abbiamo ricevuto da te. Rendici operatori di comunione, capaci di riflettere nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità e nel mondo l’unità e la carità che sgorgano dal mistero trinitario.

A te, Padre, per Cristo, tuo Figlio, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria nei secoli dei secoli.
Amen.


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