Alessandro Cortesi Commento XXXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

XXXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) Liturgia:Dt 6, 2-6; Sal 17; Eb 7, 23-28; Mc 12, 28-34

“Shema’! Ascolta… amerai il Signore Dio tuo… amerai il prossimo tuo come te stesso”. Uno scriba interroga Gesù: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?” Gesù risponde richiamando due punti della Torah. “Ascolta Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do ti stiano fissi nel cuore, li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. te li legherai alla mano, come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte” (Dt 6,4-9).

E’ testo da cui sgorga la preghiera dello ‘Shemà’ (Ascolta Israele), preghiera quotidiana da ripetersi al mattino e alla sera e che scandisce la giornata. E’ testo da porre in mezzo agli occhi quasi come parola che orienta la vita, che dà la direzione dove porre i passi.

‘Ascolta Israele’ è un richiamo ad un ascolto che fa riferimento ad una storia di vicinanza e di liberazione. Ascoltare è l’attitudine di mettersi in relazione con Dio che si fa vicino nella storia e chiama Israele a scoprire la sua voce negli eventi. Ascoltare è ricordare la relazione con il Signore che apre al vita e la fa fiorire per amare. ‘Ascolta’ è attitudine del ‘cuore’: nel linguaggio biblico è questo il centro della sensibilità e delle decisioni. Il Dio che ha liberato Israele il cui nome è ‘io sono colui che vi ha fatti uscire dal paese della schiavitù’, non prende il posto del faraone, ma dona liberazione e vita anche nel luogo della morte il deserto e chiama a rimanere nell’ascolto che è risposta alla sua Parola, nel dialogo dell’alleanza.

Gesù accosta a questa parola una seconda parola, senza separazione, in piena continuità “Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo” (Lev 19,2; cfr. Lev 20,8). “Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore” (Lev 19,18). ‘Amerai il tuo prossimo come te stesso’. Così richiama al cuore del rapporto con Dio che trova la sua concretezza nel rapporto con gli altri. Gesù non si fa prendere dai legacci del dibattito di scuola su quale sia il più importante dei precetti, laddove i precetti erano innumerevoli e tutti importanti. Lo supera alla radice e rinvia all’orizzonte di fondo: ‘Amerai’. Fa uscire dalla mentalità di precetti che opprimono e distolgono dall’autenticità della vita, libera da un modo di pensare il rapporto con Dio segnato da pesi insopportabili da portare. Richiama al cuore di una fede che suona come bella notizia, che apre la vita: “Amerai l’altro, il prossimo perché egli è come te”. Solamente scorgendo nell’altro un volto che è simile, in cui potersi riconoscere sorge l’attitudine della cura, della vicinanza. Se lo stare di fronte all’altro si nutre di senso di superiorità o della convinzione di di essere migliori, più importanti o di distanza, non ci potrà essere spazio per l’ ‘amerai’. Gesù invece suggerisce in questo invito la parola chiave capace di dare senso all’esistenza, quella parola che che fa restare vivi, ed apre alla concretezza dell’incontro con volti, con storie. Perché lasciarsi muovere il cuore è rinvio alla concretezza.

Ed è anche un verbo al futuro – ‘amerai’ – a dire che non si è mai concluso di imparare ad amare, è chiamata che attraversa e perdura in tutta la vita, una pagina nuova da scrivere ogni giorno. E’ un verbo che racchiude il futuro, non solo personale ma il futuro di una umanità chiamata a scoprire l’altro mondo possibile in cui l’altro non sia nemico, ma ‘come te’, volto da riconoscere e amare. E lì aprirsi all’incontro con il Dio vicinissimo da incontrare nell’ascolto, nel ripercorrere una storia visitata e nel rispondere a questa parola: ‘amerai’.

Alessandro Cortesi op

Fonte:https://alessandrocortesi2012.wordpress.com/