fra Damiano Angelucci“La via per andare in su è quella di scendere in giù”

BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO C)
Is 40,1-5.9-11   Sal 103   Tt 2,11-14;3,4-7   Lc 3,15-16.21-22

San Serafino da Montegranaro era un santo cappuccino marchigiano vissuto nel 1500, che noi cappuccini marchigiani abbiamo scelto come patrono. Egli era solito ripetere ai suoi confratelli e ai fedeli che “la via per andare in su è quella di scendere in giù”; e quanto diceva era accompagnato di fatto da una vita totalmente dedicata ai lavori e ai servizi più umili e scomodi.

Ma cosa c’è di tanto attraente e significativo nello scendere in basso, nel prediligere la via dell’umiltà? Semplice: in questa via abita Gesù. Non basterebbe questo per seguire l’esempio di tantissimi santi che come san Serafino, o san Francesco d’Assisi, hanno scelto lo stile del nascondimento e della semplicità? Lo ripetiamo: nella via dell’abbassamento per amore di Dio e dei fratelli abita Gesù. Vedete bene che per trovare Gesù non abbiamo bisogno del navigatore satellitare!

Il gesto di Gesù di farsi battezzare nel Giordano non doveva servire certo a lui, che in quanto figlio di Dio, era l’ultimo uomo ad aver bisogno di una qualsivoglia purificazione, ma doveva segnare piuttosto la sua decisione di affidarsi e abbandonarsi alla volontà del Padre del cielo: Padre suo, per natura, e Padre nostro per Grazia ricevuta. Ecco perché il Padre gli dichiara tutto il suo compiacimento, perché finalmente vede sulla terra un uomo che si fida di lui, che si affida a Lui come – direbbe il salmista – “… bimbo svezzato in braccio a sua madre” (Sal 130). I cieli si chiusero dopo la colpa dei nostri progenitori che sospettarono un Dio invidioso della nostra gioia; i cieli si riaprono al presentarsi dell’uomo-Gesù che accetta di ‘immergersi’ nelle conseguenze dei nostri peccati per meritare a nostro favore il premio della vita eterna.

Fonte:https://fradamiano.blogspot.com/