Figlie della Chiesa Lectio III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO o della Parola di Dio (ANNO C)

Domenica 26 Gennaio (DOMENICA – Verde)
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO o della Parola di Dio (ANNO C)
Ne 8,2-4.5-6.8-10   Sal 18   1Cor 12,12-30   Lc 1,1-4; 4,14-21

Riprendendo brevemente la Liturgia delle domeniche appena trascorse, si rimane stupiti per la continuità del messaggio che ci viene comunicato: dopo il Battesimo di Gesù nel Giordano praticato da Giovanni Battista, l’Evangelista ci racconta che «…il cielo si aprì e scese su di Lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba; e vi fu una voce dal cielo: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”» (Lc 3,21-22). In quel momento ci è stato svelato che Gesù è il re Messia inviato per stabilire il regno di Dio nel mondo. Subito dopo, Gesù, spinto dallo Spirito nel deserto, è stato messo alla prova e tentato tre volte dal maligno, riuscendone vittorioso.

Terminata la prova del deserto, Gesù è pronto per iniziare la sua missione di annuncio del Regno di Dio, incominciando dalla Galilea.

Pertanto, nella pericope odierna, dopo i primi quattro versetti che spiegano le motivazioni per cui Luca ha deciso di scrivere il suo Vangelo, dedicandolo all’illustre Teofilo (che possiamo identificare come ciascuno di noi, a cui la Parola di Dio viene rivolta), l’evangelista ci presenta Gesù che, come predicatore itinerante, ritorna in Galilea, la terra che lo ha visto crescere e lavorare fino ai suoi trent’anni.

In questo breve brano Luca non ci riferisce i contenuti della sua predicazione, ma con un’espressione sintetica, ci dice che agiva “con la potenza dello Spirito” e, come vero figlio di Israele, seguendo la consuetudine del suo popolo, commentava la Parola di Dio nelle sinagoghe, affascinando il popolo, al punto che tutti gli rendevano lode e la sua fama si diffondeva in tutto il territorio.

Possiamo perciò immaginare l’aspettativa dei suoi concittadini, quando Gesù giunge a Nazaret, la sua città! E in effetti l’evangelista ci riferisce quasi al rallentatore tutti i suoi movimenti e ci dà indicazioni preziose anche sul periodo trascorso prima, tra la sua gente, quando con assiduità era fedele agli incontri comunitari per condividere la preghiera e la riflessione attorno alla Parola di Dio.

Egli infatti, ricorda il Vangelo di Luca, entra in sinagoga “secondo il suo solito”, si alza in piedi proponendosi come lettore, attende che l’inserviente gli porga il rotolo delle Scritture, cerca il brano del profeta Isaia che vuole leggere e lo proclama con solennità.

Tutti gli ascoltatori conoscevano certamente testo, di forte sapore messianico, che sempre suscitava grande speranza:

Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore.

Dopo la lettura, l’evangelista Luca fa notare che Gesù riavvolge il rotolo con calma, lo riconsegna all’inserviente e si siede: un comportamento tipico del maestro!

E le parole che subito pronuncia non sono un commento! Sorprendentemente, sono un’appropriazione; una dichiarazione solenne che quanto il Profeta aveva predetto ora si sta attuando: è finalmente arrivato il tempo del compimento!

È proprio Lui, Gesù, sul quale lo Spirito si è posato; è Lui il consacrato che ha ricevuto la missione di rivolgersi ai poveri per annunziare loro la lieta notizia della salvezza; è Lui che promette la liberazione dei prigionieri e la restituzione della vista per i ciechi; che libera da ogni oppressione e predica l’anno di grazia del Signore!

Quest’ultima espressione risuona anche per noi, oggi, con particolare potenza, nell’anno giubilare che abbiamo da poco iniziato: come allora, oggi il Signore continua per noi la sua missione di liberatore, di latore di liete notizie da parte del Padre.

Così anche noi possiamo essere lanciati dallo Spirito Santo come pellegrini di speranza durante questo anno giubilare, per condurre altri fratelli e sorelle al pascolo che è la Chiesa, dove Gesù Maestro di conduce ad acque vive (Cfr Salmo 22/23).

Fonte:https://www.figliedellachiesa.org/