Alessandro Cortesi O.P. Commento I domenica di Natale anno A

Domenica 4 Gennaio (DOMENICA – Bianco)
II DOMENICA DOPO NATALE
Sir 24,1-4.12-16   Sal 147   Ef 1,3-6.15-18   Gv 1,1-18

Di Alessandro Cortesi O.P.🏠home

Il IV vangelo si apre con una pagina introduttiva che ha al suo centro l’espressione ‘E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi’… piantò la sua tenda in mezzo a noi. La tenda, in ebraico ‘dimora’ (shekinah), aveva accompagnato il percorso dell’esodo ed era luogo su cui scendeva la ‘gloria’ di Dio evocata dalla nube che la copriva (Es 26,1-14): era cioè segno di un abitare di Dio, di un farsi vicino. Nella tenda era custodita l’arca con le tavole della legge segno di quell’incontro e comunicazione tra Dio e il popolo nel cammino della liberazione. Tenda e arca rinviano all’alleanza, a quel movimento di ascoltare e accostarsi proprio di Dio sceso per liberare il suo popolo. La tenda era ‘luogo dell’incontro’: nel cammino dell’Esodo lì Mosè si recava per ascoltare Dio, ed era quello il luogo di un parlare come amici (Es 33,7.9.11).  La tenda è segno di una presenza vicina nel cammino di liberazione

L’espressione del IV vangelo ‘il Verbo ha posto la sua tenda in mezzo a noi’ richiama questi significati. Nella Parola fatta carne Dio invisibile si rende vicino. Gesù è presentato così come colui che manifesta e racconta il volto invisibile del Padre: “Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Gv 1,18). La gloria di Dio il Padre si rende vicina nella vita di Gesù.

Il Verbo, la Parola dal principio è ‘rivolto verso’ il Padre (Gv 1,1), dal Padre tutto riceve e tutto dona. Il Verbo è così tenda di una alleanza e di un incontro nuovo, dono da accogliere in una relazione da custodire: “A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12-13). Il Verbo è presentato come luce e vita, luce e vita che illumina nel cuore ogni uomo e donna: “In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini”. Così il Vaticano II ha ricordato: “Con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo”  (Gaudium et Spes 22). La grande pagina introduttiva del IV vangelo propone una lettura del senso profondo della nascita di Gesù. Il bambino segnato dalla fragilità della carne umana è ‘tenda’ di incontro con Dio che si fa vicino e dona luce e vita alle nostre vite.


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