Don Paolo Zamengo”La vera legge”

Domenica 15 Febbraio (DOMENICA – Verde)
VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Sir 15,16-21   Sal 118   1Cor 2,6-10   Mt 5,17-37

Di Don Paolo Zamengo

Un lungo brano sulla legge segue quello delle beatitudini.
Prima viene il Vangelo poi la legge, prima la rivelazione e poi
la morale. Se perdiamo di vista questa gerarchia rischiamo di
ridurre il vangelo a una nuova serie di norme da osservare e
un’altra casistica cui fare riferimento. Matteo ci sta dicendo,
invece, che prima c’è il dono di Dio e poi la risposta
dell’uomo. Il vangelo è una liberazione.

La bellezza ma anche la difficoltà del vangelo è che ci invita a pensare e provoca la nostra coscienza. Ci chiama alla responsabilità del nostro vivere senza delegare nessuno al nostro posto. Gesù ci chiede di ritornare al cuore che è la sede dove si forma il nostro pensare e il nostro agire. Se il cuore guarisce, anche la vita guarisce. Gesù vuole portare a compimento la Legge e i Profeti e fa una cosa molto semplice: svela il senso profondo dei comandamenti ed elimina ciò che le tradizioni umane avevano aggiunto. Gesù libera l’uomo (e Dio!) dalla gabbia nella quale gli antichi lo avevano rinchiuso. Gesù non parla mai di comandamenti ma di beatitudini. Gesù cambia tutto: «Avete inteso che fu detto (…) Ma io vi dico». Si è fatto sempre così ma, d’ora in poi, non sarà più sufficiente. Gesù, con il suo “ma io vi dico” annuncia qualcosa di più grande. Per esempio, la parola del vero cristiano deve essere chiara e semplice. Il cristiano sa dire Sì o No davanti alla verità e davanti alla menzogna e misura le parole perché sa che il loro potere è distruttivo. Il cristiano parla poco, e quando lo fa, è solo per bene-dire. E se è costretto a dire il male, lo fa con misericordia e, se necessario, anche con il silenzio. Non esaltarti perché non hai ucciso. Chiediti piuttosto quanta vita è passata nei tuoi gesti, nelle tue parole, nelle tue scelte quotidiane. Quanto amore si è moltiplicato nelle tue mani. Esistono molti modi di uccidere. Certe parole e certi silenzi sono più affilati della spada. Certe distanze sono micidiali più di un proiettile. E non sentirti con la coscienza a posto perché non hai rubato. Chiediti piuttosto quanto hai saputo donare, come ti sei messo in gioco nelle relazioni, quanto amore hai investito negli incontri che la vita ti ha offerto. Chiediti cosa ne hai fatto dell’amore: lo hai moltiplicato nel dono o lo hai fatto marcire nel possesso? Non sentirti tranquillo se non hai bestemmiato il nome di Dio. Chiediti piuttosto quanto la tua vita e le tue parole sono state un inno di lode al suo amore. Ci sono bestemmie silenziose, cresciute nel rancore e alimentate dalla delusione di chi ha trasformato Dio nella proiezione dei suoi bisogni. Qual è la bella notizia di questa domenica? La legge è per l’uomo, non l’uomo per la legge. Quello che Gesù è venuto a donarci è il vangelo che non è una legge ma una beatitudine. Dio non ci obbliga, e ciò che ci comanda perché prima ce lo ha regalato.


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