don Michele Cerutti”Convertiti e ricordati che sei polvere”

Mercoledì 18 Febbraio ( – Viola)
Mercoledì delle Ceneri
Gl 2,12-18   Sal 50   2Cor 5,20-6,2   Mt 6,1-6.16-18

Di don Michele Cerutti🏠home

Il Mercoledì delle Ceneri apre il tempo forte della Quaresima che ci condurrà al cuore e perno dell’anno liturgico ovvero al mistero di morte e di Risurrezione.

In questo giorno di avvio a questo periodo il sacerdote impone sul capo dei fedeli un poco di cenere e ci esorta a convertirci e credere al Vangelo.

Qualcuno pensa, ma io sono a posto vado a Messa tutte le domeniche, faccio le mie preghiere, cerco di seguire gli insegnamenti della Chiesa, quindi, è un invito questo che non mi riguarda.

Si pensa sempre che quindi l’esortazione a convertirsi sia rivolto ai lontani dalla fede.

Siamo tutti coinvolti anche chi pensa di essere tranquillo perché fa tutto quello che è prescritto.

Leggiamo quindi questo imperativo come un impegno ad avere più tenacia a vincere la nostra tiepidezza il non limitarsi a fare cose che ci mettono a posto un poco la coscienza, ma a progredire.

Non vi nascondo la pena nel sentire certe confessioni, ma io non ho peccati, prego, vado a Messa, cerco di fare un po’ di bene, tutte cose belle certo, ma non ci si interroga su cosa sia veramente lo sbagliare di fronte a Dio. La superbia è così forte che ci impedisce di vedere le macchie dell’anima.

Convertiti e credi al Vangelo diventa l’impegno a essere uomini e donne capaci di leggere la propria vita ed essere in grado di riuscire a vedere anche i lati d’ombra che ci allontanano da Dio.

Questo tempo di Quaresima occasione per riscoprire l’esame di coscienza quotidiano dove mettiamo sotto gli occhi di Dio tutto il nostro vissuto e toccando con mano l’amore che il Padre ci riversa attraverso il Figlio Gesù Cristo e inseriti in quella comunione con lo Spirito Santo riusciamo a scoprire le nostre mancanze: mormorazioni, invide, gelosie, superbia, accidia, lussuria, avidità.

Impariamo a chiamarli con il nome. Quando si va dal dottore e questi ci dice la malattia in maniera precisa diventa più semplice individuare la terapia.

Se spiritualmente rimaniamo nel vago, se nascondiamo, ancora peggio, allora rimaniamo nel nostro errore.

Il sacerdote può utilizzare anche un’altra espressione: Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai.

Espressione che ricorda la nostra limitatezza in un mondo che nasconde la morte, che ha paura di parlare di sofferenza siamo esortati a misurare il nostro impegno per ricordarci che non siamo eterni, ma anche per cogliere e a vivere la novità della fede cristiano che sprigiona nella realtà della stessa morte.

Il nostro addentrarci nella Quaresima allora ci spinge a un cristianesimo non da pasticceria, come ci avvertiva Papa Francesco, ma ad avere uno sguardo reale sulla nostra esistenza per aprirci al dono finale di un Dio che conosce la nostra natura umana e la sua limitatezza e ci apre alla Risurrezione tappa finale del nostro cammino di purificazione.


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