Domenica 22 Febbraio (DOMENICA – Viola)
I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)
Gen 2,7-9; 3,1-7 Sal 50 Rm 5,12-19 Mt 4,1-11
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!»”.
Queste parole di San Paolo possono darci una luce sul cammino quaresimale che abbiamo iniziato da qualche giorno. La prima cosa che ci ricordano è che la quaresima, non è un cammino di perfezione o di conquista ma è innanzitutto un cammino di ri-scoperta di un dono che abbiamo ricevuto: lo Spirito Santo che ci fa figli e fratelli!
Il vangelo di questa I domenica di Quaresima infatti si apre con Gesù che è condotto nel deserto proprio dallo Spirito Santo, quello Spirito Santo che poco prima nel battesimo era sceso su di Lui accompagnato dalle parole del Padre: tu sei mio figlio, l’amato!
Questo ci porta a dire che, le tentazioni del maligno, hanno come obiettivo proprio quello di insinuare il sospetto rispetto a questa verità fondamentale che ci è stata donata dallo Spirito: poter stare dentro la vita come figli, che realizzano la propria umanità nella relazione fiduciosa con un Dio che è Padre e nella relazione fraterna con gli altri con cui posso condividere!
Ed è questa la prova che Gesù ha dovuto affrontare assumendo la nostra condizione umana! Non a caso infatti, ogni tentazione, insinua subito il sospetto su Dio che è Padre: “se tu sei figlio di Dio” che potremmo anche tradurla con: Se Dio è veramente un Padre che ti ama allora perchè…”.
Interessante che sant’ Ignazio chiama il demonio il “nemico della natura umana”, proprio perché il suo obiettivo fondamentale è allontanare la nostra umanità dalla sua verità fondamentale di essere ad immagine e somiglianza di Dio, essere suoi figli amati custodendoci come fratelli. Allontanando la nostra umanità da questa verità, il maligno, possiamo dire, che compie una “riduzione dell’umano”, subordinando ogni cosa e ogni relazione esclusivamente al nostro Io e alla soddisfazione dei suoi bisogni.
In particolare le tentazioni che affronta Gesù, hanno a che fare con “il limite” che appartiene alla nostra natura umana. Trovandosi davanti al limite, siamo chiamati a scegliere liberamente come viverlo: o come figli, aprendomi alla fiducia nel Padre e alla condivisione con gli altri; oppure come maledizione, accogliendo la tentazione di superare il limite soltanto con le nostre forze, con il nostro io, rincorrendo, in un gioco al massacro, il super uomo (e cristiano) perfetto oppure vivendo nell’illusione di superare il limite attraverso il potere e il possesso.
E’ interessante che la prima grande tentazione che Gesù ha dovuto affrontare è stata proprio quella di non separarsi-dividersi dalla sua natura umana che, come la nostra, è segnata dal limite, dalla fragilità e dalla debolezza. Che male ci sarebbe stato se Gesù avesse tramutato quelle pietre in pane? che scandalo ci sarebbe stato se, buttandosi dal punto più alto del tempio, Gesù sarebbe stato raggiunto dagli angeli a sostenerlo? La risposta immediata sarebbe “nessun scandalo perché Gesù era Dio” ma così facendo Gesù si sarebbe separato dalla mia e dalla nostra umanità che non riesce a trasformare i sassi in pane e che se si butta dal punto più alto del tempio muore. Gesù invece affronta e vince le tentazioni, restando fedele alla sua incarnazione, alla sua e alla nostra umanità, dandoci la possibilità, con Lui, di liberarci dalle nostre schiavitù!
Questo tempo di quaresima allora è un tempo favorevole per lasciarci condurre dallo Spirito Santo a tornare nel deserto dei limiti, delle debolezze e delle ferite della nostra storia personale e della nostra umanità, dove la tentazione ha messo in dubbio l’amore del Padre; dove purtroppo la tentazione ci ha convinto che quei limiti siano una “maledizione” da affrontare da soli , facendoli diventare il luogo della nostra rabbia, delle nostre tristezze e delle nostre false compensazioni. Nelle tentazioni Gesù affronta il limite come “occasione” per rimettersi nelle mani fiduciose del Padre e della sua Parola, rinunciando ad ogni forma di potere e possesso che non custodirebbe neanche l’altro come fratello!
C’è anche un’indicazione precisa che ci lascia Gesù per questo tempo di combattimento contro le tentazioni: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. La quaresima come tempo per rimetterci in ascolto della sua Parola che desidera parlare al nostro cuore, c’è infatti una Parola che precede tutto, perché da significato a tutto, che è quella del Padre, e tu la riconosci che viene da Lui (e non dal maligno) se ti spinge (a volte anche con forza…) alla vita, facendoti tornare alla tua verità di figlio amato e invitandoti a custodire l’altro come fratello!
Buona quaresima!



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