Figlie della Chiesa Lectio II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)

Domenica 1 Marzo (DOMENICA – Viola)
II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)
Gen 12,1-4   Sal 32   2Tm 1,8-10   Mt 17,1-9

di Figlie della Chiesa🏠home

In questa seconda Domenica di Quaresima proponiamo di fare un percorso all’interno delle letture guidati da tre verbi profondamente legati tra loro: ASCOLTARE-OBBEDIRE, VEDERE, MUOVERSI.

Nella prima lettura, tratta dal capitolo 12 della Genesi (12,1-4), il nostro padre Abramo ascolta in profondità ciò che il Signore gli dice; l’intera lettura è costituita quasi esclusivamente dalle parole che Dio pronuncia, a cui segue l’ultimo versetto che descrive ciò che fa Abramo; egli senza fare obiezioni o domande si muove verso una terra sconosciuta che gli verrà indicata in seguito: “Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore”.

In poche righe vediamo condensate alcune indicazioni che nel cammino di Quaresima che stiamo vivendo possono farci da faro. Proviamo anche a farci alcune domande.

  • Lascio che il Signore parli, nella mia vita? Gli faccio spazio dentro la mia quotidianità?
  • Quanto riesco ad accogliere e a vivere -senza ribattere, giustificarmi, lamentarmi- ciò che nel profondo sento che il Signore mi sta chiedendo in questo momento della mia vita?

Nella seconda lettura (2Tm 1,8-10) San Paolo ci sprona a vivere da salvati, con gratitudine, perché questo siamo! La croce di Cristo è la porta da attraversare per poter vivere la Resurrezione, non ce n’è un’altra: attraverso le braccia spalancate del Figlio sulla croce, Dio dà l’opportunità ad ognuno di noi di essere abbracciato in maniera gratuita, totale, immeritata: “Egli, infatti, ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia”.

Anche in questi versetti ritroviamo l’aspetto della chiamata, come vocazione che va ascoltata e a cui possiamo obbedire, se lo vogliamo: è una chiamata ad Amare. Per arrivare poi a vedere la grande luce, la manifestazione di Dio: “Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita”. Attraverso la manifestazione di Dio nella Parola e nei Sacramenti si rivela la nostra chiamata. Potremmo perciò chiederci:

  • Mi rendo conto che Dio mi ha già salvato?
  • Sono consapevole che la chiamata ad amare quotidianamente è il modo più concreto che mi viene offerto per poter ringraziare Dio per avermi salvato -e non un “metodo da bravo cristiano” per guadagnarmi il Paradiso-?

Nel Vangelo (Mt 17,1-9) infine, troviamo un “super concentrato” dei tre verbi di cui abbiamo detto fin qui: se lo leggiamo attentamente potremo ritrovare sottolineati l’ascoltare-obbedire a Dio che parla, il vedere il vero volto di Gesù e le Sue vesti candide e il muoversi dei discepoli che salgono, si alzano intimoriti e poi scendono con Lui dal monte.

Dentro il Vangelo della Trasfigurazione c’è “il passato, il presente, il futuro” di Gesù, quello dei discepoli e, ovviamente, anche il nostro!

Gesù è il Figlio prediletto -da sempre- e Dio ce lo dà, anche se sa che lo uccideranno -e lo uccidiamo anche noi ogni giorno-. Dio dà tutto se stesso per dimostrarci il Suo immenso Amore, per farci comprendere che il progetto che Lui ha per noi è quello di essere realmente trasfigurati in Lui, per vivere la Sua Salvezza.

Nell’ultimo passaggio del Vangelo si legge: “Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». In questa seconda Domenica di Quaresima, pur essendo iniziato da poco il nostro cammino, la Parola ci aiuta fin da subito a non dimenticare qual è la meta: la Resurrezione di Gesù!

E noi, ce lo ricordiamo?

Buon proseguimento di Quaresima!


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