Domenica 22 Marzo (DOMENICA – Viola)
V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)
Ez 37,12-14 Sal 129 Rm 8,8-11 Gv 11,1-45
di Simona Scala🏠home
Il Vangelo della quinta domenica di Quaresima è una delle pagine più note del testo di Giovanni. Prima di entrare nel brano è bene precisare meglio un termine: più che risurrezione dovremmo parlare di “rianimazione” o “risuscitamento”, perché Lazzaro dovrà poi morire, come non sarà per Gesù, il Risorto.
Al centro del racconto non è tanto il miracolo in sé, ma il dialogo di Gesù con Marta, o meglio, la sua “professione di fede”. Nel brano colpisce la bellezza dell’umanità di Gesù: lo vediamo fremere, amare e piangere.
Di Lazzaro non sappiamo molto, ma ciò che conta: la sua casa è aperta, è amato, è amico di Gesù. Ospite, amico e fratello.
Marta si presenta come donna affaccendata, che parla molto e proclama la sua fede: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo». Pur essendo in disparte emerge lo spessore umano e teologico anche dell’altra sorella Maria. Sembra non avere nulla da dire, ha già parlato Marta. Si limita a ripetere quanto detto dalla sorella, dopo essere stata chiamata dal Maestro.
Maria poi non compare più nella scena del miracolo. Parlerà solo Marta ed è a questa che Gesù deve replicare: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». Eppure il racconto inizia e termina con Maria. Al di là dell’apparenza, il ruolo da protagonista spetta a lei, a chi sembra tacere e ascoltare. Il verbo utilizzato per farla entrare in scena per indicare la chiamata è “phoneo”: si tratta di un termine con il quale si descrive anche il richiamo di Lazzaro dal sepolcro e ricorre anche per indicare la voce del buon pastore.
Maria è la discepola che ascolta la voce del Signore e lo segue, tanto da diventare testimone per gli altri. Dio, sembra non esaudire le preghiere di Marta. Lui esaudisce non tanto le nostre richieste, quanto le sue promesse: «Tuo fratello risorgerà». A Marta sembra una frase fatta, di un tempo distante dal suo dolore attuale. Lei parla al futuro, Gesù al presente. «Io sono la risurrezione e la vita». Dice cioè che la risurrezione non è solo dopo, ma anche ora. Adesso ritornerà alla vita Lazzaro, adesso il credente trova in lui la vita nuova, adesso c’è bisogno di fede vera.
Maria ha avuto fede nella salvezza venuta dalla morte di Gesù. Come lo sappiamo? Poco dopo sarà lei a versare sui piedi di Gesù dell’olio profumato, da usare per la sepoltura. Ha riconosciuto il significato salvifico della morte del Messia. Ha saputo veramente ascoltare Gesù.




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