mons. Vincenzo Paglia “Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio”

Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio
mons. Vincenzo PagliaSanta Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (Anno A)

Visualizza Mt 2,13-15.19-23
Gesù è appena nato e già è minacciato di morte. E, come tanti bambini ancora oggi, deve fuggire, andare lontano da casa. L’angelo torna ancora in sogno a Giuseppe e gli dice di prendere con sé il bambino e la madre. È un invito rivolto anche a noi. Sì! Dobbiamo prendere con noi il bambino, accoglierlo nel nostro cuore, nella nostra vita, nei nostri pensieri. Natale è tutto qui: prendere con noi il bambino e sua madre. La liturgia della Chiesa vuole che noi in questo giorno contempliamo Maria e Giuseppe con Gesù. È la famiglia di Nazareth. Il Vangelo di Matteo sembra suggerire che la famiglia è stata necessaria anche per Gesù; sì, anche lui ha avuto bisogno di una famiglia. Ma, nello stesso tempo, si deve anche dire che Maria e Giuseppe hanno avuto bisogno di Gesù. Senza di lui questa famiglia neppure sarebbe iniziata; si sarebbe rotta sul nascere. Gesù è il vero tesoro della famiglia di Nazareth, la ragione della vita di Maria e di Giuseppe. In questo senso sono ambedue esemplari per le famiglie cristiane. I genitori sono chiamati a imitare l’obbedienza di Maria e di Giuseppe all’angelo, ossia alla Parola di Dio, per essere padri e madri secondo il Vangelo; devono avere la loro stessa preoccupazione di seguire Gesù, di non perderlo e comunque di cercarlo sempre. E i figli possono guardare l’amore di Gesù per Giuseppe e Maria. Come non ricordare le parole di Gesù sulla croce quando affida l’anziana madre al giovane discepolo? Gesù resta il centro della famiglia e il maestro dell’amore.
Se prenderemo con noi quel bambino sapremo onorare il padre e la madre anziani; e se anche perdessero il senno sapremmo amarli e custodirli. Il bambino di Betlemme insegna a guardare e amare i bambini, i nostri e gli altri; e i genitori saranno più capaci di voler bene e di volersi bene. Chi prende con sé Gesù impara ad amare; chi ama solo se stesso, indurisce il proprio cuore. Il Vangelo del Natale torna per rinnovare il cuore, perché ognuno si rivesta dei sentimenti di Gesù. L’apostolo Paolo lo ricorda: “rivestitevi di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente”. Mentre ci avviamo al termine dell’anno e stiamo per iniziarne un altro, vogliamo porre il nostro uscire e il nostro entrare sotto lo sguardo del Signore. L’apostolo Paolo ci esorta: “tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre”.

Fonte:https://www.qumran2.net

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...