Don Paolo Zamengo”La sua tenda in mezzo a noi”

II DOMENICA DOPO NATALE La sua tenda in mezzo a noi Gv 1,1-18

Siamo invitati a rimanere ancora davanti al Mistero dell’incarnazione. Mistero che stiamo celebrando in queste feste natalizie ma che ha un’ampiezza e una profondità che sempre ci sorprende.

Allarghiamo lo sguardo e il cuore e riconosciamo in quel Bambino la sorgente della Vita e Colui che abbraccia tutta la storia dal Principio al suo compimento. Riconosciamo che Gesù è il disegno d’amore di tutta la creazione. Possiamo leggere la nostra piccola storia dentro questo mistero più grande.

Il Vangelo di Giovanni fa partecipi del movimento che Dio ha impresso alla storia: il Figlio è il “Principio” della creazione, è Lui il “modello” che Dio ha di fronte a sé quando chiama all’esistenza tutte le cose: “tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di Lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste”. Gesù è la sorgente. Acqua siamo noi, dall’antica sorgente veniamo., fiumi siamo noi.

Secondo il nostro modo di interpretare la storia prima viene la creazione poi la lunga e tortuosa storia dell’Antico Testamento e a conclusione, “nella pienezza dei tempi” l’Incarnazione di Gesù Figlio di Dio.

In realtà, il Vangelo di oggi ci dice che il movimento è esattamente il contrario: “In principio era il Verbo, … tutto è stato fatto per mezzo di Lui”. Il Signore Gesù è in principio. Prima c’è Lui e la sua relazione d’amore con il Padre. Tutto il resto, compresa la creazione, trova qui la sua origine.

Tutto questo rovescia completamente il nostro modo di ragionare. Prima della nostra vita, prima ancora degli eventi belli o brutti che siamo chiamati a vivere, prima di ogni gioia e di ogni dolore c’è Gesù Cristo. Gesù è l’amore che ci precede, che ci ha chiamati all’esistenza e verso cui siamo incamminati.

Gesù è l’amore, è Lui è l’impronta che il Padre ha impresso in ogni cosa e noi non possiamo avere altra vita se non in Lui, in Gesù, nel suo amore.

Il Vangelo prosegue: “in Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini”. La vita dell’uomo è quella relazione d’amore che lega il Padre al il Figlio e allo Spirito. Solo questa vita è “degna” del nome di vita umana perché l’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio e porta inscritto nel suo DNA la vocazione a vivere la Vita trinitaria. Questa Vita di Dio è profondamente radicata in noi. Noi siamo fatti per amare.

Nella liturgia di questa domenica c’è una espressione che mi fa pensare ed è questa: E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. La traduzione, una volta, diceva così: Gesù piantò la sua tenda in mezzo a noi. Che bello! Il nostro Dio ha piantato la sua tenda in mezzo agli uomini, cioè Gesù abita questa storia, vive la nostra vita, è il “Dio-con-noi” come ci ha annunciato la liturgia dell’Avvento.

Gesù ha posto definitivamente la sua dimora in mezzo agli uomini. Ha messo radici nella nostra terra. Significa che ha fatto propria la carne della nostra umanità e guardando la nostra “carne” noi possiamo riconoscere il Dio-con-noi.

L’uomo vivente è la manifestazione di Dio. Il segno del suo amore è impresso nella nostra carne in modo definitivo. Per sempre.

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