DON MATTEO CASAROTTO”Per un’umanità integrale. Senza scarti”

II Domenica T.O.

Produciamo un sacco di rifiuti. Il nostro frenetico consumare rischia di sommergerci negli scarti che noi stessi creiamo, con preoccupanti conseguenze dal punto di vista ambientale. Ma c’è un ulteriore aspetto della questione, più sottile ma non meno dannoso: è la cultura che ne risulta, la «cultura dello scarto», come l’ha chiamata papa Francesco nell’enciclica Laudato si’. siamo immersi nella «cultura dello scarto»Una cultura che non riguarda solamente i beni, facendoli diventare sempre più velocemente spazzatura da smaltire, ma che si insinua anche nel nostro modo di essere uomini e donne. Sia dal punto di vista sociale, per cui ci sono sempre più persone «scartate», messe ai margini; sia dal punto di vista individuale, dove ciascuno sperimenta la difficoltà di accettarsi per quello che è, anche con le proprie fragilità.

Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!». (Giovanni 1,29)

Non è esagerato riconoscere in questa «cultura dello scarto» una manifestazione di ciò che il Vangelo chiama «il peccato del mondo». Ma viene Qualcuno a donarci la possibilità di vivere un’umanità integrale, senza scarti. Viene Qualcuno a raggiungerci nella nostra lontananza, a prendere su di sé ciò che ci imbruttisce, perché non ne restiamo schiacciati.

Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. (2 Corinzi 5,21)

Ci è dato un Agnello, che per amore del Padre e nostro è divenuto scarto, gettato fuori della città degli uomini e ucciso come i peggiori delinquenti: per dirci che Dio accoglie tutti noi e tutto di noi. lo stile dell’Agnello per un mondo senza scartiÈ il peccato a dividere e a emarginare; la logica di Dio ricompone e include.
Ci è dato un Agnello per poter camminare sulle sue orme, per far nostra la sua missione. Essere cristiani credibili ci domanda la disponibilità a prendere su di noi «quella croce che dal mondo viene messa sulle spalle di quanti cercano la pace e la giustizia» (Costituzione pastorale del Concilio Vaticano II Gaudium et spes, n. 38). Nella ferma speranza che sarà lo stile dell’Agnello a dare alla luce un mondo rinnovato. Senza più scarti.

Fonte:http://www.twittomelia.it/

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