La Liturgia di Mercoledi 19 Febbraio 2020 VANGELO (Mc 8,22-26) Commento:Rev. D. Joaquim MESEGUER García (Sant Quirze del Vallès, Barcelona, Spagna)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di
toccarlo.
Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano».
Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».
Parola del Signore
«Fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa»Rev. D. Joaquim MESEGUER García (Sant Quirze del Vallès, Barcelona, Spagna)Oggi, attraverso un miracolo, Gesù ci parla del processo della fede. La guarigione del cieco in due fasi mostra che la fede non è sempre una illuminazione istantanea, ma frequentemente richiede un itinerario che ci avvicini alla luce e ci faccia vedere chiaramente. Senza dubbio il primo passo della fede –iniziare a vedere la realtà alla luce di Dio– è già un motivo di allegria, come dice San Agostino: «Una volta sanati gli occhi, che possiamo avere di più valore, fratelli? Gioiscano quelli che vedono questa luce che è stata fatta, quella che brilla dal cielo o quella che viene da una torcia. E come si sentono disgraziati quelli che non possono vederla!».
All’arrivare a Betsàida portano un cieco a Gesù perché gli imponga le mani. È significativo che Gesù lo porti fuori; non ci indicherà questo che per ascoltare la Parola di Dio, per scoprire la fede e vedere la realtà in Cristo, dobbiamo uscire da noi stessi, da spazi e tempi rumorosi che ci annegano e abbagliano per ricevere l’autentica illuminazione?
Ormai fuori del villaggio, Gesù «dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?» (Lc 8,23). Questo gesto ci ricorda il Battesimo: Gesù non ci unge più con saliva, ma bagna tutto il nostro essere con l’acqua della salvezza e, nel trascorso della vita, ci chiede quello che vediamo alla luce della fede. «Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente» (Lc 8,25); questo secondo momento ci ricorda il sacramento della Cresima, nel quale riceviamo la pienezza dello Spirito Santo per arrivare alla maturità della fede e a vedere più chiaramente. Ricevere il Battesimo, e dimenticare però la Cresima ci porta a vedere, si, però solo a metà.
La voce di un grande vescovo dei primi secoli
La nostra forza sei Tu, Signore Gesù. Noi non ci affidiamo al nostro vigore, né possiamo combattere per la nostra energia: la forza viene dalla fede ed è attinta a Cristo.
Sant’Ambrogio
#PANEQUOTIDIANO, «VENITE IN DISPARTE, VOI SOLI, IN UN LUOGO DESERTO, E RIPOSATEVI UN PO’»
La Liturgia di Sabato 07 Febbraio 2026 VANGELO (Mc 6,30-34) Commento:Rev. D. David COMPTE i Verdaguer (Manlleu, Barcelona, Spagna) In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto,…
Dalla Costituzione «Gaudium et spes»L’attività umana
Dalla Costituzione «Gaudium et spes» del Concilio ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo (Nn. 35-36) L’attività umana L’attività umana, come deriva dall’uomo, così è ordinata all’uomo. L’uomo, infatti, quando lavora, non soltanto modifica le cose e la società, ma anche perfeziona se stesso. Apprende molte cose, sviluppa le sue facoltà, è portato a…
Mons.Francesco Follo Lectio “Verità e Amore: Luce e Sale.”
Domenica 8 Febbraio (DOMENICA – Verde)V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)Is 58,7-10 Sal 111 1Cor 2,1-5 Mt 5,13-16 Di ito Romano – Quinta Domenica del Tempo Ordinario – 8 febbraio 2026 Is 58,7-10; Sal 112; 1 Cor 2,1-5; Mt 5,13-16 Rito Ambrosiano Is 66,18b-22; Sal 32; Rm 4,13-17; Gv 4,46-54 1) Per evitare una vita insipida e monotona. …



