La Liturgia di Mercoledi 18 Marzo 2020 VANGELO (Mt 5,17-19)Commento:Rev. D. Vicenç GUINOT i Gómez (Sant Feliu de Llobregat, Spagna)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Parola del Signore
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti ma a dare pieno compimento»
Rev. D. Vicenç GUINOT i Gómez
(Sant Feliu de Llobregat, Spagna)
Oggi, ai nostri giorni, c’è molto rispetto verso le diverse religioni. Tutte le religioni esprimono la ricerca della trascendenza da parte dell’uomo, la ricerca dell’aldilà, delle realtà eterne. Nel cristianesimo, invece, che affonda le sue radici nel giudaismo, questo fenomeno è inverso: è lo stesso Dio che cerca l’uomo.
Come ricordò Giovanni Paolo ll, Dio desidera avvicinarsi all’uomo, Dio vuole dirigergli la Sua parola, mostrargli il Suo volto perché cerca l’intimità con Lui. Questo diventa realtà nel popolo d’Israele, popolo scelto da Dio per ricevere le Sue parole, è questa l’esperienza che ha Mosè quando dice: «Infatti, quale grande nazione ha gli dei così vicini a se, come il Signore nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?» (Dt 4,7). E, ancora, il salmista canta che Dio «Annuncia a Giacobbe la sua parola, i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele. Così non ha fatto con nessun’altra nazione, non hanno fatto conoscere loro i Suoi giudizi» (Sal 147,19-20).
Gesù, dunque, con la Sua presenza realizza il desiderio di Dio di avvicinarsi all’uomo. Per questo dice che «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17). Viene ad arricchirli, ad illuminarli affinché gli uomini conoscano il vero volto di Dio e possano entrare in intimità con Lui.
In questo senso, disprezzare le indicazioni di Dio, per insignificanti che esse siano, manifesta una conoscenza rachitica di Dio e, perciò, chi si trova in tali condizioni sarà considerato piccolo nel Regno dei Cieli. Ed è che, come diceva san Teofilo d’Antiochia, «Dio viene visto da chi può vederLo; solo devono avere aperti gli occhi dello spirito (…) ma certi uomini li hanno offuscati».
Aspiriamo, dunque, nella preghiera, a seguire con grande fedeltà tutte le indicazioni del Signore. Arriveremo così ad una grande intimità con Lui e saremo, quindi, considerati grandi nel Regno dei Cieli.
La voce del Catechismo della Chiesa Cattolica
“Gesù ha ripreso i dieci comandamenti, ma ha manifestato la forza dello Spirito all’opera nella loro lettera. Egli ha predicato la giustizia che supera quella degli scribi e dei farisei come pure quella dei pagani. Ha messo in luce tutte le esigenze dei comandamenti. «Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere […]. Ma io vi dico: chiunque si adira contro il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio» (Mt 5,21-22).” 2054 Terza parte, sezione seconda
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