E tu dove corri? – Pasqua di Risurrezione
DI PAOLO MONZANI
Sempre di corsa
Corriamo tanto nella nostra vita e non solo perché ci piace fare attività fisica.
Corri sempre perché ti aspetti qualcosa: le tue dita corrono a sbloccare lo schermo perché ti aspetti qualcosa di nuovo quando il telefono vibra, corri per fare mille cose perché ti riempiano un po’ la vita. E il mondo ti dice che dovresti correre molto di più se vuoi costruirti un futuro in questo mondo che cambia.
Ma ci sono modi differenti di correre nel nostro mondo, specialmente di due tipi.
Il primo tipo è quando corri perché hai una meta, come in una gara sportiva: entrare in quella data facoltà, uscire con quella ragazza, fare quella vacanza che sognavi… E quando ce l’hai fatta, sei finalmente soddisfatto e puoi fermarti, perché la tua corsa ha raggiunto il suo obiettivo.
Il secondo tipo, invece è la corsa che non finisce mai, come quando sei preso in un turbine di impegni che si susseguono o quando non riesci a staccarci dal flusso ininterrotto di video su youtube.
Un salutare smarrimento
Anche nel vangelo di oggi c’è una corsa, anzi più di una.
La prima è di Maddalena, che vede il sepolcro vuoto e corre da Pietro e dal discepolo amato.
E poi anche questi due partono e vanno fino quasi a perdere il fiato:
Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
Corrono, corrono, quasi come in una gara, e alla fine arrivano alla meta. Ma è una meta strana: sono davanti a una tomba aperta, dalla quale è stata tolta la pietra all’ingresso; che cosa significano le parole spaventate di Maddalena?
“Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto”
È un momento di confusione, tra l’ansia della corsa e lo stupore dell’incomprensione: Giovanni corre più forte ma esita a entrare, Pietro entra e osserva i teli posati e il sudario accuratamente avvolto a parte… forse è perplesso. È strana questa corsa: i due non hanno qualcosa da conquistare, hanno una meta, ma nemmeno sono presi dal turbine di cose da fare.
Si sono messi a correre e ora si fanno delle domande:
Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
È un salutare smarrimento: che cosa sta succedendo?
La loro corsa è ferma davanti a uno spazio vuoto, a un punto di domanda.
E tu dove corri?
Anche noi oggi fermiamo la nostra corsa di fronte a questa tomba vuota.
Forse sei uno che corre con determinazione verso i suoi obiettivi e si ferma solo quando ha il risultato, oppure sei uno che corre girando in tondo, in carambola tra mille cose, ma qui c’è qualcosa che non ti aspetti, qualcosa che ti invita a fermarti. Sei davanti a qualcosa di inatteso, qualcosa che va oltre le tue idee o i tuoi obiettivi.
Che cosa significa questa tomba vuota? È un’immagine che, se ci penso, non posso ridurre a quelle due idee sulla risurrezione che mi hanno detto da piccolo. Forse mi occorre un po’ di tempo, forse devo fare qualche passo in questa tomba vuota. Infatti faccio fatica a reagire con l’intuito del discepolo amato, che
vide e credette.
Questa spazio aperto mi smarrisce: dove mi ha portato la mia corsa?
La resurrezione è qualcosa che non ti aspetti.
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